Storie di alberi e di uomini

11 ottobre 2017

UDINE. Venerdì 13 ottobre alle 18 lo scrittore e storico Matteo Melchiore presenterà alla libreria Friuli (via dei Rizzani 1, Udine) il suo nuovo libro “Storia di alberi e della loro terra” della casa editrice Marsilio. Nel 2004 Matteo Melchiorre pubblicò un piccolo libro: Requiem per un albero. Era la storia – una storia meneghelliana, fatta di dati, sì, ma anche di voci, parole, incantesimi, coincidenze, echi – dell’antico olmo che sorgeva maestoso sul limitare del paese di Tomo, presso Feltre, e che venne sradicato da un violento temporale. Melchiorre aveva appena ventitré anni, all’epoca, ed era un giovane storico in formazione. Quel piccolo libro fu notato, passò di mano in mano, fu letto da amanti della letteratura e da storici di professione. E corse voce: Melchiorre è uno speciale. Speciale per come unisce il rigore della ricerca e il talento nello «spostare» metaforicamente il racconto storico.

Oggi, dopo i riconoscimenti ricevuti dal magnifico La via di Schenèr (Premio Mario Rigoni Stern 2017; Premio Cortina 2017), Melchiorre ha ripreso in mano quel piccolo libro, l’ha più che raddoppiato di mole, ha affiancato all’antico olmo altri alberi – pioppi, ippocastani, tigli – e altre, tante, storie; si è affidato al proprio talento di rabdomante della memoria, e di quel giovanile gioiello ha fatto un elegante, maturo monile: un libro vorticosamente affascinante. Gli alberi come traccia di un bilancio generazionale, della generazione degli “sradicati”, costantemente spinti da un cultura comune a staccarsi dai propri contesti, per cercare altrove fortuna e futuro. Il libro è una narrazione dalle retrovie, dall’interno di una piccolissima comunità della montagna bellunese (Tomo), nella quale alcuni alberi si impongono come metafora molteplice di una società sempre più sfilacciati. Melchiorre non cede alla facile retorica di sapore ambientalista: i suoi alberi sono alberi veri, concreti, ingombranti, che interrogano e vengono interrogati, ponendo problemi e suggerendo risposte utili al nostro tempo, sempre nella prospettiva di questo approccio materiale, storico, alle presenze arboree tra gli uomini.

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