Spettacolo per comprendere e accettare la diversità

12 gennaio 2018

PALMANOVA. Sensibilizzare e accrescere, in particolare tra i giovani, l’attenzione sui temi che riguardano la diversità, la gratuità del dono e la solidarietà in generale. Con questo obiettivo la compagnia In scena per caso del Ricreatorio San Michele di Cervignano proporrà, domenica 14 gennaio dalle 18 al teatro Modena di Palmanova, lo spettacolo “Buon Natale Signor Scrooge”. Ingresso a offerta libera. Il ricavato sarà devoluto ad ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo). Gli interpreti saranno un gruppo di giovani, disabili e normodotati, che ha deciso di combattere il pietismo per la diversità e abbattere le barriere del pregiudizio attraverso la recitazione.

“Appare di importanza fondamentale svolgere una lavoro di sensibilizzazione delle nuove generazioni ad apprezzare la diversità, a valorizzarla, a considerarla come risorsa e non come limite, a rispettare incondizionatamente tutte le persone” così Thomas Trino, assessore comunale alle politiche giovanili. E aggiunge il Sindaco Francesco Martines: “Promuove una corretta informazione sul tema del dono è importantissimo perché si aumentano le possibilità di trovare un donatore compatibile per i pazienti a livello mondiale, dando una concreta speranza di vita. Donare non è mai una cosa complicata”.

Alla serata interverranno rappresentanti e volontari delle Associazioni AFDS, ADMO e ADO. Si parlerà di etica delle donazioni e vi saranno testimonianze dirette di chi vive o ha vissuto l’esperienza del dono. Sarà presente anche il primo donatore di midollo osseo del Friuli Venezia Giulia.

Il gruppo teatrale In scena per caso permette a persone disabili, giovani e meno giovani di dedicarsi del tempo e conoscersi meglio, abbattendo le barriere della diversità attraverso la recitazione. Il teatro, una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare, in una sola volta, più emozioni possibili (Delacroix) non serve solo ad accrescere le abilità di ciascuno ma serve soprattutto a favorire la nascita di nuove relazioni d’amicizia.

“Permette di far uscire la parte migliore di ciascuno andando oltre l’apparenza dettata dal corpo. Così non conta essere giovani o anziani, normodotati o disabili. Ci si riconosce semplicemente per quello che si è. Ma per far questo bisogna riuscire a vedere l’uomo al di là e oltre gli handicap, il limite connaturato ad ogni vita umana, abile o disabile che sia. Non riuscire a vedere tutto ciò non è imputabile a un difetto di natura, bensì alle distorsioni del senso operate dal pregiudizio” conclude l’assessore Trino.

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