Si concludono i corsi di aggiornamento per docenti

10 Aprile 2017

UDINE. Martedì 11 aprile, dalle 15.30 alle 17.30, al Liceo Scientifico Copernico di Udine, in via Planis 25, si svolgerà il decimo e ultimo incontro del Corso di aggiornamento per i docenti della Scuola secondaria di primo e secondo grado della regione FVG, “Anni Sessanta del Novecento. Un decennio di speranze” organizzato dall’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione di Udine e dall’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione-regione Friuli Venezia Giulia di Trieste in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

Interverranno: Marco Plesnicar sul tema La riforma liturgica e l’attuazione del Concilio Vaticano II: una lettura storica; Enrico Bacchetti sul tema Interessi economici e problemi di sicurezza: il caso Vajont (Studio di caso).

Marco Plesnicar (ricercatore storico, archivista) parlerà dei cambiamenti derivanti dal Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965). Senza dubbio il più evidente riguarda il culto pubblico della chiesa di rito latino, la liturgia. Nel corso dell’esposizione saranno poste a confronto le forme rituali antecedenti e susseguenti la riforma, maturata in oltre un decennio, analizzando le dinamiche storiche che, nel lungo periodo, hanno preparato il processo compiutosi all’indomani della chiusura dell’assise. Sarà affrontata brevemente la fase ante preparatoria e preparatoria, sviluppatasi nel corso dei pontificati di Pio XII (1939-1958) e Giovanni XXIII (1958-1963), ponendo l’accento sul rapporto instauratosi tra centro (Curia romana) e periferie (episcopato mondiale), nonché la ricerca di una mediazione tra le istanze più fortemente rinnovatrici e quelle, al contrario, meno propense a favorire una netta cesura con il passato recente. L’intervento terminerà illustrando gli esiti di un itinerario che non può dirsi pienamente compiuto, tuttora caratterizzato da un inedito “pluralismo” liturgico che dagli anni Settanta ad oggi rende ancora acceso il dibattito tra gli esperti e i fedeli a esso interessati.

Enrico Bacchetti (direttore dell’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età contemporanea, dove è anche responsabile della sezione didattica) propone ai docenti lo studio di caso che problematizza la più grave sciagura provocata dall’uomo in tempo di pace. Quasi 2.000 persone perite in seguito al franamento del versante di una montagna nel lago artificiale del Vajont. Naturalmente, considerate le innumerevoli implicazioni, un episodio di questo tipo potrebbe prestarsi a molteplici analisi. Dalla costruzione della diga al tempo più grande del mondo, al problema delle diverse e contrastanti relazioni geologiche, dalla questione del processo ai responsabili e dei risarcimenti, percorso durato addirittura un quarantennio, al ruolo della stampa prima e dopo il disastro, fino al tema della ricostruzione nel cosiddetto dopo – Vajont, quando, in forza di una legge speciale, dalla tragedia il territorio bellunese trasse le forze per un rilancio della propria economia: sono questi solo alcuni dei temi che si potrebbero affrontare, tutti esemplari del sistema Italia. In questo studio di caso si è scelto di considerare gli interessi economici della Sade in relazione ai timori della popolazione fino al disastro finale.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!