Sabato al Centro Balducci parlano i “cittadini planetari”

22 settembre 2017

POZZUOLO. Testimonianze di chi vive la dura realtà di un Paese in guerra e testardamente continua a lavorare per la pace. Il sabato del Centro Balducci è dedicato alle “Voci dell’Uomo planetario”, quella svolta antropologica per un ritorno all’umanesimo senza confini, capace di rifiutare la violenza e lo sguardo eurocentrico a favore, appunto, di un’etica planetaria costruita su concrete iniziative di cooperazione, così come teorizzato da padre Ernesto Balducci negli anni ’80. Saranno le parole e i racconti degli attivisti di tutto il mondo, esempi reali di “cittadini planetari”, i protagonisti della quarta giornata del convegno ideato dal Centro di Zugliano per celebrare i 25 anni di attività e i concomitanti 25 anni dalla scomparsa dell’uomo a cui è intitolato.

Surood Ahmad Al-Naqshabandi

Il programma si aprirà alle 15.30, con l’introduzione di Graziella Castellani, vice presidente del Centro. A seguire, l’intervento “Costruire la pace durante la guerra” di Eva Zieldan, archeologa siriana, diventata mediatrice linguistica e culturale in Italia e che ora lavora per l’organizzazione internazionale per lo sviluppo COSV, attiva nel sostenere la società civile siriana e impegnata a promuovere la riconciliazione e la pace tra le comunità locali a prescindere dalle appartenenze politiche. Dalle Chiapas messicane, arriverà invece l’indigeno tzeltal Mario Ruiz che parlerà del “Contributo all’uomo planetario a partire dai popoli originari”. Ci sarà spazio anche per discutere della situazione attuale degli Usa con l’attivista americana per i diritti civili Mary Bricker-Jenkins e il suo intervento dal titolo esplicito: “La negazione dell’uomo planetario nell’era di Trump”.

Un focus sul coinvolgimento delle donne nella costruzione della democrazia e nei processi di pace è quello proposto invece dall’intervento della direttrice del Wafdi (Women’s Alliance for Democratic Iraq) di Kirkuk, Surood Ahmad Al-Naqshabandi, curdo-irachena che nel 2010 è stata rappresentante per l’Iraq alla Conferenza ONU sui Diritti delle Donne. Infine, una testimonianza dall’Africa: Emily Nabakooza, direttrice del Dipartimento di Formazione al Centro John Paul II di Kampala (Uganda) che si occupa della formazione di leader nel settore politico e in quello scolastico, parlerà del tema “Dalla scuola alla società: i processi di riconciliazione nazionale”. Il programma riprenderà dopo cena, alle 21, con una chiusura musicale: per “Musiche e voci dal mondo” si esibiranno, infatti, il Coro Valussi, il Taller di musica andina, il Gruppo Musicale di Costalta (che canta in italiano e in ladino) e il Coro giovani africani universitari di Udine.

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