Reazioni dopo il convegno su minori e processo penale

10 Febbraio 2019

TRIESTE. Dopo il convegno su “L’audizione del minore nel processo penale” quattro centri antiviolenza del Friuli Venezia Giulia e altre associazioni che operano sul territorio a favore di donne e bambini mettono in guardia da posizioni negazioniste e a danno dei più piccoli.

In un mondo giusto – si legge in una nota inviataci da goap centro antiviolenza -bambino e tribunale dovrebbero essere due termini ossimorici, ma la realtà spesso giusta non è e capita non di rado che anche i piccoli siano costretti a frequentare le aule di giustizia e non solo per accompagnare qualcuno. Per questo non stupisce che nelle scorse settimane la Società Italiana di Scienze Forensi e l’Ordine degli Avvocati con il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi abbiano organizzato a Trieste un convegno sul tema “L’audizione del minore nel processo penale”. Quello che invece ha stupito alcune delle persone intervenute — psicologhe, operatrici dei centri antiviolenza, docenti universitarie di Psicologia e di Diritto — è stato l’invito ai professionisti presenti ad accogliere con prudenza i racconti dei bambini, considerati suggestionabili e poco affidabili, raccomandazione non supportata da evidenze scientifiche, che rischia di indurre gli operatori sociali a segnalare solo i casi di abuso apparentemente conclamati, finendo anche senza volerlo col privare i piccoli più dubbiosi e insicuri della tutela a cui avrebbero diritto.

Ovviamente nessuno vuole negare – prosegue il comunicato – la necessità di valutare seriamente ogni dichiarazione né le difficoltà in cui la testimonianza viene resa, difficoltà dovute all’età dei bambini, al trauma subito, alla paura vissuta e rivissuta, alla complessità della macchina giudiziaria, al tempo trascorso; difficoltà che possono contribuire a rendere non sufficientemente convincente la testimonianza, che non per questo tuttavia dev’essere ascritta tra le false accuse (ovvero quelle presentate in mala fede, con l’intenzione e la consapevolezza di accusare qualcuno ingiustamente e con finalità vendicative) ma solo tra le denunce non provate, ovvero quelle dichiarazioni che finiscono archiviate o assolte. Una differenza sostanziale quest’ultima, su cui nulla si è detto, così come non sono state citate le recenti ricerche che dimostrano che la percentuale di denunce non dimostrate può essere elevata, mentre è bassa la percentuale di false denunce e che quest’ultime non aumentano in fase di separazione coniugale.

Un’occasione di riflessione, pertanto, quella rappresentata dal convegno “L’audizione del minore nel processo penale”, rivelatasi parziale e pericolosa, perché sposa e propugna delle tesi che mettono seriamente a rischio il superiore interesse del minore, i suoi diritti e la sua protezione. È per questo motivo che un gruppo di associazioni che operano sul territorio ha preso una posizione pubblica.

Comunicato_associazioni

 

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