Una proposta per Pasqua: la parrocchiale di Pontebba

15 Aprile 2017

PONTEBBA. Il Friuli Venezia Giulia è Un’Aula a Cielo Aperto, un luogo privilegiato che permette di imparare esplorando, di approfondire la storia e sviluppare l’amore per la cultura. La meta suggerita da Itineraria Fvg per la Pasqua riguarda Pontebba e a un’opera singolare e commovente, il Crocifisso della Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore. La scultura lignea policroma, conservata un tempo nella Chiesa di San Giovanni Battista, fu al centro nel 1995 di un delicato restauro che permise di rivelare il primo Crocifisso mobile della nostra Regione. L’opera è infatti dotata di braccia mobili che a seconda del loro posizionamento fanno assumere alla figura del Cristo la postura sia da crocifisso che da corpo deposto. Il Crocifisso era utilizzato nella liturgia del Triduo Pasquale e rendeva le celebrazioni drammaticamente spettacolari ed emotivamente coinvolgenti.

La realizzazione del manufatto è attribuita alla “seconda bottega” di Villach che vede nel Maestro Enrico la figura di maggior spicco ed è contemporanea allo splendido Flügelaltar, del 1517, conservato nella medesima chiesa. In Friuli si conoscono solo sei rari esemplari di crocifissi animati. I più semplici potevano distendere e ripiegare le braccia, mentre i più complessi erano in grado di muovere bacino, collo, occhi e la lingua. La parrocchiale di S. Maria Maggiore conserva un altro Crocifisso con le braccia mobili, anch’esso datato al primo ventennio del XVI secolo, ma non è attualmente visibile al pubblico.

Le parole di Papa Benedetto XVI, espresse nell’Omelia pasquale del 2008, ben descrivono l’alto e nobile valore della sacra rappresentazione: “La Croce è sorgente di vita immortale, è scuola di giustizia e di pace, è patrimonio universale di perdono e di misericordia; è prova permanente di un amore oblativo e infinito che ha spinto Dio a farsi uomo vulnerabile come noi sino a morire crocifisso. Le sue braccia inchiodate si aprono per ciascun essere umano e ci invitano ad accostarci a Lui certi che ci accoglie e ci stringe in un abbraccio di infinita tenerezza: ‘Quando sarò elevato da terra – aveva detto – attirerò tutti a me’ (Gv 12, 32).

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!