Pordenone: domani ad Atiq Rahimi il sigillo della città

13 marzo 2018

L’incontro a Ca’ Foscari

PORDENONE. Straordinaria accoglienza a Cà Foscari oggi per Atiq Rahimi, lo scrittore afgano protagonista di Dedica 2018. L’appuntamento, che ha rinnovato la collaborazione fra il festival e l’Università, si è tenuto nel Dipartimento di studi linguistici e culturali comparati (Sala B – Ca’ Bernardo), inserito anche nelle anteprime del festival “Incroci di civiltà”, Atiq Rahimi è stato al centro di una conversazione dal titolo “Il potere delle parole” condotta da Marie-Christine Jamet, direttrice è ricercatrice di lingua francese all’Università di Venezia nel Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati e direttrice dell’Alliance Française di Venezia, e Gabrielle Gamberin, insegnante di francese e traduttrice che in seguito al suo dottorato in sociolinguistica sulle rappresentazioni di Venezia, ha intrapreso la pubblicazione di guide a metà strada tra itinerario turistico e antologia di brani su Venezia.

Il reading Terra e cenere

Ma anche la giornata di domani sarà importante per l’ospite. Nel corso di una cerimonia ufficiale, alle 11, nel municipio di Pordenone, riceverà dal sindaco il Sigillo della Città di Pordenone, prestigioso riconoscimento assegnato «a persone che onorano l’alto senso del sociale, della cultura e della politica». Prima di Björn Larsson sono stati insigniti del Sigillo della Città altri protagonisti internazionali di Dedica: Amin Maalouf, Vassilis Vassilikos, Assja Djebar, Paco Ignacio Taibo II, Anita Desai, Amos Oz, Nadine Gordimer, Paul Auster, Hans Magnus Enzensberger, Cees Nooteboom, Wole Soyinka, Javier Cercas, Tahar Ben Jelloun, Luis Sepúlveda, Yasmina Khadra, Björn Larsson.

A conclusione della cerimonia saranno segnalati e premiati i lavori realizzati nell’ambito del progetto Parole e immagini per Atiq Rahimi, rivolto agli studenti degli Istituti superiori di Pordenone e provincia. Nel pomeriggio centinaia di studenti avranno il privilegio di un incontro speciale con Rahimi, alle 15, nel convento di San Francesco.

Ma non si può, nel caso di Rahimi, dimenticare il cinema. Alle 20.45, Dedica propone in collaborazione con Cinemazero e con ingresso libero, il film COME PIETRA PAZIENTE, con Golshifteh Farahani e Hamid Djavadan, Massi Mrowat, Hassina Burgan, tratto dal best seller di Atiq Rahimi vincitore del Goncourt nel 2008. “In una stanza spoglia un uomo è disteso a terra, nell’immobilità assente del coma, la giovane moglie inginocchiata accanto a lui amorevolmente lo assiste e sempre più crudelmente gli parla: fuori le cannonate, le macerie, la polvere, i carri armati, i morti, di Kabul“.

Come pietra paziente

”La meraviglia sconvolgente di ‘Come pietra paziente’ nasce da queste immagini dolenti e miserabili, dal lungo monologo angosciato e feroce della donna che raccontando se stessa racconta tutta la sofferenza, l’umiliazione, la ribellione di milioni di donne. (…) Il film diretto dall’afgano Atiq Rahimi (sceneggiato con Jean-Claude Carrière) è tratto dal suo romanzo “Pietra di pazienza” vincitore del Goncourt nel 2008 ed è una di quelle opere straordinarie che ogni tanto il cinema sa dare, incantandoci e costringendoci a pensare al dolore del mondo, e in questo caso all’oppressione delle donne cui tutto viene negato in società patriarcali, dominate dalla frustrazione sessuale e dalla tirannia religiosa”. (Natalia Aspesi, “La Repubblica”, 28 marzo 2013).

Dopo il film è interverranno Atiq Rahimi e Riccardo Costantini.

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