Parte Scienza e Virgola, uno sguardo ai libri scientifici

3 Maggio 2016

TRIESTE. Parte la manifestazione “Scienza e Virgola” organizzata da Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA (con il patrocinio del Comune di Trieste) dedicata ai libri di scienza. Due gli appuntamenti di domani. Alle 17.30 alla Libreria Minerva, incontro con Baroukh Assael che presenterà il libro “Il gene del diavolo” (Le malattie genetiche, le loro metafore, il sogno e la paura di eliminarle). La malattia genetica è come una maledizione familiare, serpeggia tra le generazioni, scompare e ricompare. Mentre virus e batteri sono nemici esterni, identificabili, contro i quali si può combattere, i geni sono parte di noi: la malattia genetica è come un «diavolo in corpo». Oggi però possiamo intervenire in vari modi, non tanto per guarire i malati ma per diminuire l’incidenza del male nelle generazioni future. Grazie a diversi modelli di intervento, ben descritti in questo libro, in alcuni casi abbiamo ridimensionato malattie gravi come la talassemia, il morbo di Tay-Sachs e la fibrosi cistica.

Baroukh Assael ha lavorato all’Istituto “Mario Negri”, è stato docente di Pediatria all’Università di Milano e Direttore del Centro Fibrosi Cistica di Verona. Ha pubblicato Il favoloso innesto. Storia sociale della vaccinazione (1996) e Il male dell’anima. L’epilessia fra ‘800 e ‘900 (1997). L’autore ne discute con Anna Maria Zaccheddu.

Alle 20 all’Antico Caffè e libreria San Marco, appuntamento con Marco Malvaldi che presenterà il libro “L’infinito tra parentesi” (Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges). Le intuizioni di poeti e narratori a volte sembrano precorrere le scoperte scientifiche. Ben prima della nanotecnologia, Efesto nell’Odissea forgia «catene impossibili da infrangere, sottili come fili di ragnatela»; Lucrezio ha intuizioni di fisica quantistica, Gozzano parla (senza saperlo?) di sistemi caotici, Montale invoca l’entropia… La poesia arriva prima? Forse. D’altra parte, anche il linguaggio degli scienziati è fatto spesso di analogie. La poesia e la scienza, ci spiega l’autore vagabondando tra un secolo e l’altro, non nascono in opposizione e non lo sono nemmeno oggi, perché entrambe tendono alla conoscenza del mistero del reale.

Marco Malvaldi, chimico ed ex ricercatore all’Università di Pisa, è diventato una delle voci più celebri del giallo italiano grazie alla serie ambientata in un immaginario bar toscano, il BarLume, pubblicata da Sellerio. È autore di racconti, romanzi e saggi. L’autore ne discute con Silvia Bencivelli.

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