PalaeoMovies Film Fest a Trieste: uno sguardo a ritroso

27 Novembre 2018

TRIESTE. Dopo il successo degli anni precedenti, torna a Trieste la IV edizione del PalæoMovies Film Fest con una nuova rassegna di film sulla preistoria dell’uomo. Il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste e la Soprintendenza Archeologia, belle Arti e paesaggio del Fvg, in collaborazione con la Società per la Preistoria e la Protostoria del Fvg – Onlus propongono dal 29 novembre al 1° dicembre una selezione di film documentari di medio e lungo metraggio che intendono condurre lo spettatore in un viaggio a ritroso nel tempo tra culture vicine e lontane per scoprire comportamenti, tradizioni e costumi dei nostri antenati. Particolare attenzione sarà rivolta anche al presente e alle società tradizionali che stanno progressivamente perdendo la loro caratteristica diversità culturale.

La rassegna, curata fin dalla sua nascita dall’archeologo della Soprintendenza Roberto Micheli, offre un variegato programma per narrare piccole e grandi storie, riemerse dopo millenni dalla terra o che persistono tuttora in qualche luogo sperduto del pianeta e ci raccontano la lunga e complessa vicenda umana. Apre la rassegna un documentario sulla scoperta al largo della costa di Israele di un villaggio sommerso del Neolitico preceramico risalente a circa 10.000 anni fa. Si parlerà, quindi, dei fratelli Castiglioni, fra gli ultimi esploratori a ricercare tracce delle nostre antiche origini nelle civiltà odierne che hanno avuto scarsi contatti con il mondo moderno. Eccezionali immagini sono quelle riprese nei loro documentari, alcune mai fotografate prima, che attestano le incredibili esperienze vissute presso il gruppo Yanoama in Venezuela e in Etiopia nella terra dei pastori Borana.

Uno sguardo particolare sarà rivolto anche a due autorevoli figure di donne nell’archeologia: Pia Laviosa Zambotti (1898-1965), donna anticonformista, archeologa, personalità eclettica e poliedrica che segnò l’affermarsi della Preistoria in Italia e seppe attraversare confini culturali e sociali in un’epoca di grandi e drammatiche trasformazioni, e Marija Gimbutas (1921-1994), archeologa e linguista lituana, che ha influenzato il pensiero femminista contemporaneo con le sue idee rivoluzionarie sulla preistoria europea, introducendo una nuova visione del mondo neolitico sulla base di una rilettura matriarcale della simbologia utilizzata.

Di grande interesse, non solo scientifico, anche il documentario che restituisce al mondo il suono perduto di un Karnyx, antica tromba utilizzata dai Celti in battaglia o nel corso di cerimonie religiose. Al centro, la storia del recupero dei misteriosi frammenti di metallo rinvenuti a Sanzeno in Trentino nel 1950 e rimasti nascosti mezzo secolo nei magazzini fino alla loro riscoperta da parte dell’archeologa Rosa Roncador che ha trovato specifici confronti con oggetti simili in Francia. Particolarmente importante la serata di venerdì 30 novembre che sarà dedicata alla Fondazione Giancarlo Ligabue di Venezia, che promuove studi e ricerche nei settori della paleontologia, dell’archeologia e dell’etnologia grazie a spedizioni scientifiche in tutti i continenti. La Fondazione si pone in continuità del Centro fondato nel 1978 da Giancarlo Ligabue (1931-2015), paleontologo-esploratore, imprenditore ed editore, figura poliedrica che ha ricoperto un ruolo fondamentale non solo nella ricerca, ma anche nella divulgazione scientifica a livello internazionale a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso.

Chiude il programma la giornata di sabato 1° dicembre, che si concentrerà sul panorama paleolitico in Italia con la proiezione di un documentario, prodotto quest’anno per Rai Storia – Italia viaggio nella bellezza (Stagione 2018), che ci condurrà in un affascinante viaggio nei principali siti preistorici italiani attraverso gli straordinari reperti rinvenuti in questi luoghi. A due dei più importanti siti paleolitici in Italia sono dedicati i film seguenti: la Grotta di Altamura, con il ritrovamento eccezionale nel 1993 dello scheletro fossile dell’Uomo neanderthaliano, e la Grotta Paglicci nel Gargano in Puglia che vanta il rinvenimento di documenti indiretti della presenza di gruppi umani che precedono l’Homo di Neanderthal, di resti umani interi e parziali di Homo Sapiens tra i più antichi, di pitture e impronte parietali in ocra rossa, di graffiti su osso, di pareti e suppellettili varie, di resti di pasto e di vita vissuta.

Come evento parallelo, da ricordare la conferenza del 30 novembre (ore 11) nel Salone Piemontese di Palazzo Economo in Piazza Libertà, 7 a Trieste dal titolo Dalla protostoria alla I Guerra Mondiale: 4.000 anni di archeologia della montagna, con Franco Nicolis e Paolo Bellintani (Soprintendenza della Provincia di Trento). Ci saranno anche laboratori per bambini (30 novembre e 1° dicembre – ore 17-19.30) al Museo Civico di Storia Naturale: Palæolab – Laboratori sulla preistoria dell’uomo, a cura dell’Immaginario scientifico.

Per informazioni più dettagliate sul programma: www.museostorianaturaletrieste.it | www.sabap.fvg.beniculturali.it | FB: @SABAP.FVG

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