Omaggio a Aljoša Žerjal, aspettando il Premio Bratina

21 maggio 2018

GORIZIA. Sono stati presentati nei giorni scorsi alcuni importanti contenuti che caratterizzeranno la 19esima edizione della rassegna cinematografica Omaggio a una Visione, nell’ambito del quale verrà consegnato il Premio Darko Bratina 2018. Come consuetudine si inizierà con La storia del premio, evento di anteprima del festival itinerante, durante il quale verrà ripresentato l’opus del regista triestino e cineasta amatoriale Aljoša Žerjal, vincitore del premio Darko Bratina nel 2003. In occasione del suo novantesimo compleanno, mercoledì 23 maggio alle 18 al Museo degli attori cinematografici di Divača si svolgerà quindi una serata cinematografica speciale, durante la quale verrà proposta una piccola selezione delle sue numerose opere, in 8mm e in formato digitale, che raccontano dei nostri luoghi e allo stesso tempo ci portano alla scoperta delle altre culture del mondo.

Peter Mettler

Dal 1999 il Kinoatelje conferisce, con il Premio Darko Bratina, un riconoscimento alle opere cinematografiche degne di nota, rendendo omaggio alle visioni pionieristiche di autori scelti in memoria del proprio fondatore Darko Bratina (1942-1997). Critico cinematografico, sociologo e politico, Bratina attribuiva al cinema uno speciale valore conoscitivo, ritenendolo un ottimo strumento per comprendere la società e la sua identità. Quest’anno il Kinoatelje conferisce il Premio Darko Bratina 2018 al regista svizzero-canadese Peter Mettler, un visionario, poeta e filosofo che esplora il mondo al di là della fisicità e del fotografabile, quindi al di là di tutto ciò che il cinema nella sua tradizione centenaria cerca notoriamente di comprendere.

Peter Mettler è uno dei maggiori rappresentanti del cinema canadese d’avanguardia sin dagli anni ottanta. Nato nel 1958 a Toronto da una famiglia di immigrati svizzeri, Mettler con la sua concezione del linguaggio cinematografico, in oltre trent’anni di carriera ha cancellato i confini tra documentario, film sperimentale, video-saggio, road movie e fiction. La sua filmografia è caratterizzata da una profonda ricerca sul processo di accumulo della conoscenza e sulla comprensione della realtà (e della società moderna) a esse collegata, un meccanismo che il regista vede e vive attraverso la cinepresa. La meraviglia provocata dalle riprese cinematografiche è, secondo Mettler, una dichiarazione d’amore verso l’umanità e insieme una metafora della coscienza di dipendere sempre gli uni dagli altri. I film dell’autore parlano soprattutto di questi temi.

Quest’anno il festival, che è sempre monografico e incentrato sull’opus di un unico regista, presenta anche alcune novità. Gli eventi centrali si svolgeranno dal 15 al 22 ottobre, e non più in novembre, come sempre nello spazio transfrontaliero tra Slovenia e Italia (a Gorizia, Nova Gorica, Isola, Lubiana, Udine, San Pietro al Natisone e Trieste). Inoltre partirà la nuova sezione “pilota” Primi voli, dedicata ai giovani autori alle prime armi che ricercano e sperimentano una propria poetica ed estetica d’autore, iniziando a vivere le proprie visioni.

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