Occhi di Vetro dà una voce ai prigionieri della “isola calva”

18 Marzo 2019

ZOPPOLA. Ci sono luoghi che non hanno bisogno di targhe alla memoria, dove qualcosa è successo tanto tempo fa, muri che non possono fare a meno di tacere. Luoghi dove i sassi, se avessero una voce, sarebbero capaci di raccontare la loro storia. Uno di questi si trova al largo della Dalmazia settentrionale, e si erge in mezzo all’Adriatico come una roccaforte naturale di una bellezza terrificante: si chiama Goli Otok (isola calva), e tra il 1949 e il 1956 è stata una delle più terribili prigioni in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. Per sette lunghissimi anni, Tito fece rinchiudere i suoi avversari politici, ma anche chi fosse minimamente sospettato di esserlo.

Anche se dopo tanti anni la pioggia ha lavato via il sangue dalle pietre, rimangono parole mute inchiodate alle pareti, che attendono di essere raccolte. Sabato 23 marzo alle 20.30 nell’Auditorium Comunale di Zoppola verrà presentato “Occhi di Vetro”, un racconto che la straordinaria sensibilità di Mauro Fiorentin ha saputo creare, restituendo la voce ai tanti prigionieri che hanno vissuto quella sconvolgente esperienza. Accanto a lui ci saranno Livio Lupi, che presenterà un’interessante fotografia storica del contesto, l’artista Stefano Jus con un’inedita interpretazione figurativa. Non mancheranno poi le belle musiche di Paolo Jus, l’immancabile voce di Alberto Della Mora e il supporto di Claudio Petris.

Anche questa volta Mauro Fiorentin è pronto a regalare una serata importante dove non mancheranno grandi emozioni e profonde riflessioni. Ingresso libero.

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