Nudi d’arte all’Arttime

20 Gennaio 2018

UDINE. La Galleria Arttime di Udine anche nel 2018 propone un’esposizione interamente dedicata al nudo dal titolo “Nudi d’arte 2018” che avrà luogo dal 20 gennaio al 1° febbraio. Partecipano alla collettiva: Eugenio Bonaldo, Valter Fiorani, Diego Belloni, Lorena Belloni, Simonetta Rossetto, Emanuela De Franceschi, Gianfranco Brusegan e Luigina Lorenzi.

Eugenio Bonaldo è un artista figlio di Venezia e degli impressionisti, un signore veneziano, dalla spiccata personalità passionale e sanguigna, legato al territorio e alla sua gente. Dopo un lungo periodo di inattività, riprende a dipingere ponendo l’attenzione delle sue opere di quel figurativo espressivo, particolarmente dedicato alla figura femminile, esprimendo l’essere nella sua propria unicità ed energia. Interpreta le sue figure donando loro un’aureola particolare che rende omaggio all’importanza che la donna ha ricoperto e ricopre sia nei suoi dipinti, sia nella sua vita privata. Il suo lavoro in questa fase diventa sempre più intenso, fortemente alla ricerca di nuove forme espressive. La sua forma artistica si caratterizza sia attraverso densi impasti stesi a spatola ricchi di corpo e di rilievo, sia con sottili stesure o velature semi trasparenti. Spazia nelle diverse esperienze pittoriche, studia la forma e lo spazio, considera il colore una eccellenza e la resa del soggetto il solo risultato ultimo.

Le infinite arterie della realtà conducono in zone inesplorate, luoghi dal respiro erotico che si aprono nell’intimo creativo di Valter Fiorani per nascere sulle rive dell’ iperrealismo. Spazio del desiderio che dipinge il fremito del preludio: donne bellissime, radiose, in pieno fulgore, gambe elegantemente, sinuosamente sollevate, labbra tumide come un piccolo fiore carnoso, e la musica della natura che incornicia le auree proporzioni. Senza rompere l’ unità cromatica di una natura incontaminata e silenziosa, l’epidermide femminile come un fiume carsico accoglie la luce e ne plasma morbidamente gli effetti chiaroscurali, mentre un effluvio di piacere si anima nello sguardo
dello spettatore.

Diego Belloni fin da piccolo ha sempre avuto la passione per il disegno e il fumetto, iniziando a dipingere nel 1993 da autodidatta, ha provato diversi supporti quali: carta, cartone, legno trattato con pasta acrilica. “Adoro l’Action Painting: dipingere di getto – afferma – senza avere un idea precisa in testa e vedere cosa emerge da semplici macchie di colore buttate a caso, lasciate semplicemente sgocciolare, lasciarsi andare, smettere di controllare ogni cosa e vedere cosa emerge dall’inconscio, siano volti, animali o solamente colore”. Per anni ha dipinto utilizzando questa tecnica, ultimamente però è riemersa nell’artista la voglia di disegnare, così ha pensato di unire le due cose: l’abilità nel disegnare e l’istinto creativo.

Lorena Belloni è nata a Melzo dove tuttora risiede e ha studiato con maestri dell’accademia di Brera. Attraverso le sue tele l’artista mette a nudo la sua anima, cerca quell’intimità perduta racchiusa nei paesaggi, nelle nature morte e nei volti, dove è libera di esprimersi in un cromatismo puro e suggestivo che colma d’amore e di comprensione l’anima di chi osserva. La pittura di Lorena Belloni ricerca una figurazione che rappresenti la realtà visibile nel modo più oggettivo possibile. Attraverso una grande sapienza tecnica, l’artista propone immagini di evidente valore estetico, dove l’essenza grafica si carica di emblematici significati riguardo una rilettura del mondo sensibilmente descritto.

Simonetta Rossetto, nasce a Roma, pittrice autodidatta sin dalla tenera età respira in casa l’amore per l’arte pittorica, ma è da adolescente che si appassiona a questa disciplina grazie all’influenza del padre, artista poliedrico e abile pittore anch’egli autodidatta. Trasferitasi già da lungo tempo a Treviso e godendo dell’atmosfera artistica di Venezia, decide di frequentare la scuola internazionale di Grafica dove affina le sue capacità tecniche. Significativamente attratta dalla rappresentazione figurativa in genere ed in particolare da quella umana, vera espressione di sentimento e di vita, dapprima affrontandola in maniera molto precisa quasi realistica attraverso la pittura ad olio, destrutturandosi poi con il passaggio all’acrilico rivolgendo dunque la sua attenzione all’arte figurativa astratta, frequentando lo Studio del maestro Gianni Ambrogio e di Luisa Cogo. La crescente voglia di cambiamento la porta ancor di più verso l’astratto e la sperimentazione materica.

Emanuela De Franceschi muove i primi passi nel campo dell’arte già da giovanissima. Gli studi classici (è laureata in lettere) l’aiutano nella sua formazione culturale, necessaria a chi intraprenda la via dell’arte. Nella maturità, questa sua prepotente voglia di creare si fa sempre più sentire e così incomincia un cammino di studi metodici che la porteranno ad essere un’artista completa e di valore. Il suo disegno, che è poi la base della buona pittura, è impeccabile, i colori sono sempre intonati. Si sente in lei, si potrebbe dire, il timbro della musica. La sua inventiva non è mai banale, che esegua un mosaico o un ritratto o un nudo, il suo lavoro è piacevole da guardare e ogni volta vi si scorgono cose nuove che ha voluto dire. Un figurativo che è studiata confluenza di forme e colori e restituisce a chi guarda una visione sognante. I piani prospettici sono tagliati in instabili equilibri che aprono orizzonti imprevedibili. Il dialogo tra immaginazione ed emotività si articola in una multivisione di contenuti e soluzioni, a volte contaminati da elementi simbolici. Le sue opere hanno un respiro ampio che trascende i contesti e si radicano in una ispirazione che affonda in una cultura classica, universale, incentrata sulla figura umana, spesso raffìgurata sola contro un ambiente muto e immoto, che non sovrasta mai il vero protagonista delle opere: l`individuo intriso dei suoi pensieri, contenuti in gesti congelati, nei silenzi, nella lontananza dal mondo contemporaneo.

L’armonia cromatica nell’unità tonale intrisa di luminosità si svela nell’autentica arte pittorica del maestro Gianfranco Brusegan, risalendo alla tradizione ottocentesca impressionista, rivolta al versante francese, da Cézanne a Monet, nella riedificazione a memoria delle immagini raffigurate. Le opere dell’artista si identificano nel contesto del linguaggio figurativo come fulcro tra la rappresentatività del proprio sentire e la bellezza della pittura classica. Attraverso una mirabile capacità interpretativa, una grande passione per la pittura, una raffinata ricercatezza e l’utilizzo di diverse tecniche, l’artista realizza volti e figure femminili armoniche e dolci che esprimono l’amore per la vita e tutta la gioia del viverla.

L’arte di Luigina Lorenzi esprime appieno la sensibilità profonda di un’artista che ama fondere le diverse espressioni della natura in una declinazione cromatica fluida e passionale, che esplora le profondità dell’animo. I suoi soggetti vanno dal nudo alla rappresentazione degli elementi naturali, passando attraverso magiche metamorfosi che attirano l’attenzione in una dimensione onirico/psicologica, complice la tecnica strutturale con cui sono realizzate le forme, stagliate spesso su contorni scuri, vellutati, ad ammaliare lo sguardo per condurlo in una profondità cromatica ed emozionale che corrisponde alla dimensione introspettiva dell’artista. La scelta di porre la figura al centro di un’interpretazione dinamica è accentuata dalle pennellate decise che alimentano il contrasto con la levigata morbidezza delle superfici corporee, talora evanescenti nella loro trasformazione. L’elemento dentro l’elemento, il colore che si smargina, la forma che muta sono la traduzione pittorica della creatività e della riflessione dell’artista, che non manca di conferire anche lirici accenti alla narrazione figurale. La poesia del resto fa parte del suo bagaglio umano, culturale e creativo, che le fa esprimere valori umani e spirituali sia nel limpido linguaggio dei suoi versi sia nell’accattivante armonia delle trame pittoriche. La vita, l’amore, il tempo, il divenire sono i temi particolarmente cari all’artista, che ama esplorarli cogliendo momenti intensi di relazioni umane, figure emblematiche, eventi naturali fra contemplazione e tragicità. Radici profonde, quelle che Luigina Lorenzi ha messo nella vita, così profonde da fondersi plasticamente nelle sue opere con il corpo umano, fino a diventare un tutt’uno con la natura.

La mostra sarà visitabile dal 20 gennaio al 1° febbraio nella Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.

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