Nelle retrovie della Prima Guerra Mondiale: una mostra

2 novembre 2016

GRADO. Si aprirà venerdì 4 novembre con l’inaugurazione (ore 16.30) nell’atrio del Cinema Cristallo di Grado la mostra “Momenti di guerra”, unione di tre esposizioni curate dal Laboratorio di Storia dell’ISIS Bonaldo Stringher di Udine nel corso di tre anni. “Vita vissuta nelle retrovie” presenta alcuni aspetti meno noti della Prima Guerra Mondiale: l’alimentazione dei soldati, la logistica necessaria a rifornire eserciti di milioni di uomini, il cambiamento della posizione sociale delle donne. Ad essi si aggiunge una sezione, sintetica, su Grado che da “Perla dell’Adriatico” diventa retrovia di guerra. La mostra rimarrà aperta fino al 31 novembre e osserverà il seguente orario di apertura venerdì 15.00-17.00 sabato e domenica 10.00-12.00 e 15.00-17.00.

europeana-1915-1918-coll-pierluigi-roesler-franz“Momenti di guerra” fa parte di un progetto quinquennale che si ripromette di approfondire aspetti delle Prima Guerra Mondiale legati alle specializzazioni dell’Istituto. Il Dirigente Scolastico dello Stringher, Anna Maria Zilli, ha ricordato che “il percorso è stato pensato in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale e ha ottenuto la concessione d’uso del logo ufficiale per le commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Il progetto coinvolge direttamente anche gli allievi dell’Istituto che diventano protagonisti di ricerca e di rielaborazione di argomenti tratti dalla storia locale e nazionale.

Per ogni sezione vengono presentate immagini sia italiane che austro-ungariche, tenendo conto che la guerra colpisce indifferentemente gli uni e gli altri. Eppur si mangia è la sezione che approfondisce la produzione alimentare durante la guerra, la dotazione individuale dei soldati e la preparazione del rancio. L’esposizione è divisa in tre parti: il cibo e la sua conservazione, gli utensili per prepararlo e per mantenere il calore, le fotografie son integrate da alcuni oggetti personali legati all’alimentazione.

Migliaia di tonnellate è la sezione che permette di capire la complessità organizzativa allestita per rifornire gli eserciti di massa che si affrontarono nel corso di quattro anni. Una delle particolarità delle vie utilizzate per far affluire al fronte quanto serviva è la Litoranea Veneta che premetteva alle imbarcazioni di navigare da Venezia a Grado per canali interni al sicuro da possibili attacchi di sommergibili.

Storie di donne approfondisce i diversi aspetti della condizione femminile durante la Grande Guerra. Il coinvolgimento della donna nella Prima Guerra Mondiale diviene via via più intenso. Il primo momento è quello del distacco dal padre, dal marito, dal fratello o dai figli che partono verso un futuro ignoto e minaccioso. In un secondo momento la condizione della donna cambia in modo più marcato. La contadina deve gestire in modo molto più diretto la proprietà, anche se piccola, molte giovani si riversano in città o nelle zone più industrializzate per la forte richiesta di manodopera, le donne della borghesia spesso diventano anime delle raccolte di fondi, ma più spesso di lana, maglie, guanti, berretti per i soldati, insieme a molte nobildonne entrano a far parte della Croce Rossa che invia molte di loro nelle vicinanze del fronte. I legami con la vecchia cultura e società contadina e cattolica vanno allentandosi aprendo una nuova consapevolezza di se per molte donne, della condizione femminile e delle possibilità di emancipazione offerte dalla società di massa.

L’imperatore Francesco Giuseppe definì Grado “la perla dell’Adriatico” poco tempo dopo la località del turismo mitteleuropea divenne retrovia di guerra. La sezione dedicata alla città di mare permette di capire il mutamento repentino della vita dei graesani, che dal 1914 erano stati arruolati come soldati dell’Imperial-Regio esercito o come marinai della KuK Kriegmarine. Nel 1915, con l’occupazione italiana, Grado si riempì di postazioni militari che puntavano il fronte del Carso e ospitavano basi navale e di idrovolanti.

L’esposizione è arricchita da numerosi oggetti recuperati e messi a disposizione dal gruppo “Quello che le montagne restituiscono” di Pontebba che tra l’altro hanno attrezzato e aperto il parco tematico “BOMBASCHGRABEN” sulla Grande Guerra nelle montagne della zona. Per l’esposizione in particolare hanno permesso un confronto tra il set completo della dotazione individuale per il rancio del Regio esercito italiano e quello dell’Imperial-Regio Esercito Austro Ungarico. Il responsabile del gruppo Simone del Negro ha inoltre garantito il prestito di numerosi altri oggetti legati all’alimentazione. Assieme a questi oggetti si possono ammirare diversi reperti che provengono da collezioni private di gradesi molti dei quali trovati in laguna, così da connotare ulteriormente la mostra con la “perla dell’Adriatico”.

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