Il Natale a Pordenone da domani accenderà i quartieri

6 dicembre 2017

PORDENONE. Quello di giovedì 7 dicembre è un Natale a Pordenone particolarmente presente nei quartieri. E si comincia sin dal mattino a Torre, dove in piazza Lozer dalle 9 sarà attiva la raccolta fondi a favore del centro prelievi di Torre. E nel quartiere le iniziative per il Natale a Torre organizzate da Associazione “Il Castello” Torre, Associazione San Valentino, Avis Torre, Gruppo Alpini Torre, Torre in Musica e Ginnastica & Danza Torre, proseguiranno nel pomeriggio. Alle 17 ci sarà l’accensione dell’albero di Natale in piazza dei Mutilati. Tornando in piazza Lozer alle 17.30 ci saranno attività di intrattenimento per bambini a cura del gruppo Movidarte e alle 18 l’accensione dell’albero (addobbato dai bambini delle scuole di Torre) e delle luci del presepe allestito in piazza dagli alpini del gruppo rionale di Torre.

Prima e dopo l’accensione l’orchestra e coro della scuola a indirizzo musicale “G. Lozer”, strumenti e coro, intratterrà i presenti con musiche e canti natalizi. Alle 18:30 si concluderà in bellezza con un piccolo rinfresco con panettone, pandoro e the caldo per lo scambio degli auguri. L’oratorio del Beato Odorico per questa giornata ha invece scelto la solidarietà con il mercatino natalizio a cura di Caritas che proseguirà fino a domenica. In Largo Cervignano nella sala della ex Circoscrizione sarà un Natale da Fiaba con Ali Babà e i 40 ladroni, una magica storia senza tempo che piacerà a tutti i bambini fino ai 99 anni, raccontata da Fabio Scaramucci e Fabio Mazza.

In Biblioteca Civica alle 18 presentazione del libro Lacrime nere, pubblicato da Primalinea di Pordenone, ispirato dall’esperienza personale di Ferruccio Clavora. L’autore, nato a Cras di Pulfero, emigrato a nove mesi in Belgio al seguito del papà minatore, e formatosi tra Bruxelles, Londra e Colonia, solo da adulto ha scoperto in profondità le Valli del Natisone, il luogo delle sue origini e del suo ritorno: quella Slavia friulana, tormentata terra di confine dove ancora vive uno dei popoli più antichi d’Europa, con una peculiare identità etnica, linguistica e culturale.

Questa scoperta è il tema della prima parte del libro, un piccolo viaggio nell’anima della Slavia, mediato attraverso lo sguardo esterno del coautore, il pordenonese Romeo Pignat. Da questo lembo di Friuli verde e spirituale, attraversato dal suo fiume di smeraldo, comincia un secondo viaggio verso la notte: od duoma… do Čarnega Pakla, da casa… all’Inferno Nero delle miniere del Belgio, dove molti giovani della Valli del Natisone sono emigrati nel secondo dopoguerra. A spingerli verso la Vallonia, la disgregazione economico-sociale della loro comunità, compressa tra opposti nazionalismi e ideologie, e la “opportunità” storica creata dal Protocollo d’intesa italo-belga del 23 giugno 1946, un discusso accordo tra due stati della nascente Europa, che ha barattato uomini per sacchi di carbone. Fu la notte della dignità dell’uomo, venduto e “comprato sulla carta di un trattato”, condannato a un lavoro inumano nelle viscere della terra, emarginato in baracche di grigi villaggi minerari, in un paese lontano, lacerato da forti tensioni tra valloni e fiamminghi.

Per molti, questa scelta dolorosa ha consentito di maturare il rapporto profondo tra identità ed emigrazione, tra radici e sradicamento, di comprendere il valore e la responsabilità di un senso di appartenenza. L’oscurità delle miniere si è fatta così specchio di un popolo che ha smarrito se stesso, ma potrebbe ancora ritrovarsi. Le lacrime nere, intrise di carbone, potranno infine sciogliersi nella pietà della Nediža, “il Natisone che ha sempre raccolto / tutto il nostro sudore e le nostre lacrime”. Nel libro dunque scorrono parallele le immagini delle Valli e delle tradizioni e la documentazione

Ferruccio Clavora ha trascorso la vita dedicandosi ai migranti e alle comunità linguistiche minoritarie, come testimonia anche il suo percorso professionale. Dopo essersi laureato in Economia e Commercio e in Sociologia, in Belgio, entra a far parte dell’Ufficio Studi della Confederazione dei Sindacati Cristiani del Belgio (Bruxelles). Si trasferisce poi a Colonia, nella sede del Patronato Acli; trascorre quasi un anno a Londra per seguire i progetti di riqualificazione professionale dei lavoratoti migranti del Fondo Sociale Europeo; è eletto consigliere nazionale delle Acli in rappresentanza del mondo dell’emigrazione.

Bruno Del Ben

Dopo il terremoto del 1976 rientra nelle sue Valli per aprire la sede di Cividale dello Slovenski raziskovalni Institut – Istituto di ricerche sloveno. Dà un importante apporto alla valorizzazione della peculiare comunità della Slavia friulana. Iscritto all’Albo dei Giornalisti professionisti (1992), opera per l’Agenzia giornalistica Ponteco di Trieste, collaborando con varie testate nazionali e internazionali. Lo stesso anno diventa direttore dell’Ente Friuli nel Mondo e contribuisce a innovare radicalmente la programmazione delle iniziative regionali in materia di emigrazione.

Romeo Pignat, pordenonese, socio dello studio Primalinea, si occupa dal 1995 di comunicazione d’impresa, con una specializzazione nei progetti istituzionali. Realizza pubblicazioni, audiovisivi, esposizioni, testi per spettacoli ed eventi dedicati alla regione. Ha sceneggiato e diretto documentari sul Friuli Venezia Giulia, il Parco Naturale Dolomiti Friulane, la città di Pordenone, l’Isonzo e le Valli del Natisone. Ha curato per conto dell’Ente Friuli nel Mondo la mostra itinerante Friuli Venezia Giulia – Le radici nel futuro, presentandola in Australia e in Canada. Ha curato le pubblicazioni Carnia – Valli di tempo e di pietra e Giuliani nel Mondo – Con le nostre radici nel nuovo millennio, la seconda a compendio di un’esposizione ospitata in diversi paesi del mondo. E’ stato direttore artistico del MIM – Museo Interattivo delle Migrazioni di Belluno.

Sul fronte musicale ad animare piazza XX Settembre dalle 19 sarà il Sax di Bruno Del Ben, mentre alle 20.30 nell’auditorium della Parrocchia di Borgomeduna si terrà il concerto gratuito di musica lirica natalizia con protagonisti due cori: il coro a voci pari femminili “Primo Vere” di Rorai Piccolo di Porcia, accompagnato dall’arpa di Giada Dal Cin e diretto dal maestro Scaramucci, e l’associazione culturale “Corale Quirita” di San Quirino, sotto la direzione del maestro D’Odorico.

Giada Dal Cina

Dopo i fortunatissimi spettacoli “Apocalypse” e “Un po’ di me”, che hanno riempito i teatri di tutta Italia, Giuseppe Giacobazzi, comico romagnolo e volto tv fra i più amati dal pubblico italiano, torna live a grande richiesta con lo show dal titolo “Io ci Sarò”, con il quale sta riempiendo in questi mesi i teatri, i palazzetti e le arene delle più importanti città d’Italia. La nuova tappa del comico in Friuli Venezia Giulia è in programma domani, giovedì 7 dicembre, al Palasport Forum di Pordenone, evento organizzato Zenit srl, in collaborazione il Comune di Pordenone e la Regione. I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili sul circuito Ticketone e lo saranno anche alla biglietteria del Palasport domani a partire dalle 18.30. Inizio spettacolo alle 21.00. Tutte le info su www.azalea.it

È lo stesso Giacobazzi a spiegare come nasce il nuovo spettacolo: “Oggi mi rendo conto di essere un genitore di 53 anni con una figlia di 3 e quindi mi sono ritrovato a pensare: riuscirò a vedere i miei nipoti e a rapportarmi come fa un nonno e quindi a viziarli, a giocare con loro, a parlarci e raccontargli delle storie, cercando di dare consigli che non verranno sicuramente ascoltati, a spiegargli anche questo buffo movimento di sentimenti che è la vita? Questi aspetti – spiega ancora l’artista – mi hanno portato a creare un ponte con lo spettacolo precedente, praticamente ricominciando da dove abbiamo finito, ma con una domanda in più. Per immaginarmi di poter parlare ai miei nipoti, penso sia fondamentale adeguarmi ai tempi, o perlomeno provare ad usare, se non il loro linguaggio, perlomeno le loro tecnologie, cosciente che domani comunque saranno vecchie. Quindi, ho pensato di lasciare un “videomessaggio” che possa spiegare ed eventualmente interagire con i miei possibili futuri nipoti. E per farlo, l’unico modo che conosco, è farlo davanti ad un pubblico“.

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