Moses Boyd domani allo Zancanaro per Il Volo del Jazz

8 Novembre 2019

Moses Boyd (Photo by Andy Sheppard)

SACILE. E’ un’occasione davvero unica quella che offre il nuovo appuntamento con la quindicesima edizione de Il volo del jazz, la rassegna di Circolo Controtempo, con la direzione artistica di Loris Nadal, che sabato 9 novembre ospiterà sul palco del Teatro Zancanaro di Sacile, alle 21, Moses Boyd, leader degli Exodus, uno degli artisti di maggiore interesse in questo momento sul palcoscenico musicale internazionale, non solo jazzistico. Talento fra i più promettenti della sua generazione, è ormai più che una stella nascente della scena londinese fatta di giovani musicisti cosmopoliti, ambiziosi, eleganti, promotori di un genere in cui si fondono jazz, garage, dubstep, grime, rimandi di musiche dall’Africa e dall’India e che spesso genera un afrobeat filtrato dalla sensibilità di un jazz metropolitano.

Una scena della quale è attuale leader Shabaka Hutchings, straordinario sassofonista, acclamato di recente al Jazz & Wine of Peace di Cormons con il suo scatenatissimo gruppo “The comet is coming”, alfiere di una cangiante e variopinta griglia musicale che, negli ultimi anni, caratterizzata da un’ energia ancestrale, sta producendo un’incredibile quantità di progetti musicali innovativi.

In tutto questo, a soli 27 anni Moses è già vincitore di numerosi premi tra cui il “Parliamentary Jazz Award” come miglior musicista jazz emergente del 2016. È anche lui che sta guidando la rinascita del jazz britannico con le sue sottili ma prodigiose capacità di suonare la batteria e il suo lavoro di produzione. Batterista, compositore, produttore e musicista elettronico, Moses Boyd porterà a Sacile una ventata di aria nuova, frizzante e gli echi del sound che permea la scena jazz inglese. “Vedo il jazz come un modo di approcciare le cose in modo creativo”, dice il giovane artista, i cui idoli sono batteristi come Philly Joe Jones, Roy Haynes, Ed Blackwell e Tony Allen.

Moses Boyd ha all’attivo diverse attività: ha lavorato come metà del duo Binker (Binker Golding, al sax tenore) e Moses, pubblicando nel 2015 il suo album di debutto “Dem Ones” che si aggiudicò una sfilza di riconoscimenti seguito nel 2017 da “Journey to the mountain of forever” che vantava un’idea favoleggiante e dimostrava una coesione solida. Non meno successi Boyd ha raccolto con il suo ensemble The Exodus o da solo come Solo Exodus, e pubblicando musica con la sua etichetta Exodus Records.

Allo Zancanaro Moses Boyd salirà sul palco con Arthur Zaitz: chitarra, Donovan Haffner al sax e Deschanel Gordon alle tastiere.

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