Lunedì E. Chanoux, martedì Paesaggi della memoria

2 Dicembre 2018

UDINE. Sono due i prossimi incontri organizzati dall’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, a partire da quello di lunedì 3 dicembre, alle 17.30, nell’Aula T5 di Palazzo di Toppo Wassermann (Via Gemona 92 – Udine). Per il ciclo Ritratti e testimonianze dell’Italia civile, Francesco Micelli terrà una lezione su “Émile Chanoux: lo ‘Stato regione’. Martedì 4 dicembre, alle 16.30, stavolta nell’Aula T9 è annunciato l’incontro con Massimo Dadà sui paesaggi della Memoria dell’Antifascismo, della Deportazione, della Seconda guerra mondiale, della Resistenza e della Liberazione in Italia.

I tanti musei sparsi sul territorio che ricordano e raccontano della Seconda guerra mondiale, della Resistenza, delle deportazioni, delle stragi naziste e fasciste sono ora riuniti in una rete, i “Paesaggi della Memoria”, un progetto di cui ci parlerà Massimo Dadà, Presidente del Museo audiovisivo della Resistenza delle Province di Massa Carrara e La Spezia. Nel corso del pomeriggio sarà proiettato il documentario Paesaggi della Memoria curato dagli Archivi della Resistenza con la regia di Andrea Castagna e Alessio Giannanti. Per la prima volta in questo film vengono raccontati i Paesaggi della memoria: una rete di musei e luoghi della memoria che promuove la conoscenza storica, la partecipazione e la formazione dei cittadini. Nei contenuti speciali sono presenti i video-ritratti di 15 musei della rete. Il Dvd è in commercio allegato al volume “Paesaggi della Memoria. Resistenze e luoghi dell’antifascismo e della liberazione in Italia” di Paolo Pezzino (Edizioni Ets, 2018).

Nella premessa al volume, Massimo Dadà sottolinea che «Con paesaggi della memoria potremmo quindi intendere quei luoghi, più o meno ampi, che sono percepiti dalle popolazioni che li abitano o li conoscono come espressivi di identità legate al loro vissuto, ai racconti dei loro genitori e nonni. Non necessariamente unificanti nell’ambito della propria comunità, ed anzi talvolta divisivi, che richiamano ferite non ancora rimarginate. Non si tratta ovviamente di una definizione esatta, né tanto meno esclusiva, ma è apparsa particolarmente adatta a descrivere la grande varietà dei luoghi della memoria della seconda guerra mondiale in Italia quando, più di un decennio fa, l’idea di una rete iniziò a prendere la forma di un progetto concreto».

L’incontro è organizzato dall’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio culturale dell’Università di Udine, con il contributo della Regione.

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