Libreria Friuli: due incontri

6 Novembre 2018

UDINE. Due appuntamenti alla libreria Friuli di Udine, giovedì 8 novembre. Alle 18 evento a ingresso libero per la presentazione del libro Masterness Job.
Con la presenza dell’autore Duilio La Tegola e Sario Badin, consulente di MJ, esperto in normative sulle agevolazioni fiscali inerenti al mondo del lavoro professionale. “Vuoi lavorare al meglio delle tue possibilità come donna o uomo libero? Vuoi trasformare la tua passione in professione? Vuoi liberarti dal giogo del lavoro dipendente insoddisfatto scoprendo di poter lavorare in serenità utilizzando la partita Iva?”. Duilio La Tegola indicherà la strada del “cambiamento”, fornendo informazioni ed esperienze concrete di chi ce l’ha fatta. Indicato a chi ha voglia di mettersi in gioco per cambiare la propria vita.

Alle 20:30, Mirko Zilahy presenterà il suo nuovo romanzo “Così crudele è la fine”. Introdurrà l’incontro l’autrice friulana Ilaria Tuti. Dopo aver analizzato il tema della giustizia nei luoghi della Roma post-industriale in È così che si uccide e il rapporto tra realtà e illusione muovendosi tra la mitologia greca e l’arte classica in La forma del buio, Mirko Zilahy arriva all’epilogo della sua trilogia ambientata a Roma. Con Così crudele è la fine l’autore esplora la multiforme idea dell’identità attraverso l’ultima battaglia col male del suo commissario Enrico Mancini.

Nella capitale fiaccata dalla calura estiva, le ambientazioni dei racconti crudelissimi dell’antica Roma si trasformano nei luoghi di alcuni delitti che gettano una luce oscura sulla città e riempiono di inquietudine perfino le forze dell’ordine. Chiamato a indagare, il commissario Enrico Mancini per la prima volta dopo molto tempo si sente motivato e in forze. Ha chiesto l’aiuto necessario per uscire dall’abisso in cui era precipitato e le sedute con la sua psicologa diventano parte della caccia al killer. In questa ricerca si scontra con una realtà inattesa e feroce: costretto a rincorrere il colpevole tra i vicoli e le rovine della Roma più antica, il commissario capisce ben presto che il profilo dell’assassino è anomalo, sfuggente. E in un gioco di specchi a due, tra presente e passato, realtà e riflesso: la posta finale non è solo l’identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.

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