Le Giornate del cinema muto sono a Parigi con nove film

10 novembre 2018

Memory Lane

PORDENONE. Le Giornate del Cinema Muto sono in trasferta a Parigi, dove, dal 6 novembre e per due settimane, viene presentata alla Fondation Jérôme Seydoux-Pathé una selezione di film, accompagnati con musica dal vivo, dalla 37a edizione del festival, conclusasi a Pordenone il 13 ottobre scorso. A presentarli al pubblico della capitale francese sarà il direttore delle Giornate, Jay Weissberg.

Il festival ha riservato quest’anno un’attenzione particolare alle questioni di genere e al ruolo delle donne ed è proprio questo il fil rouge della rassegna parigina. Tornano sullo schermo le protagoniste di tre film – The Song of Life, Memory Lane e The Child Thou Gavest Me – realizzati fra il 1921 e il 1926 da John M. Stahl, che ha saputo rappresentare magistralmente, insieme al loro universo morale, la condizione delle donne nella società americana del primo dopoguerra.

Anche dalla sezione dedicata a Kevin Brownlow per il cinquantesimo anniversario del suo fondamentale libro “The Parade’s Gone By…” sono stati scelti un paio di titoli in cui emerge la figura femminile. Smouldering Fires di Clarence Brown e The Home Maker di King Baggot, realizzati entrambi nel 1925, mettono in campo due personaggi che, sfidando le nozioni tradizionali del ruolo della donna, aspirano a poter decidere della propria vita e ad affrancarsi dalle norme sociali.

La memoria dell’altro

Una sfida accolta già nel decennio precedente dall’aviatrice protagonista del film di Alberto Degli Abbati La memoria dell’altro (1914), capace di mettere in discussione anche le regole di classe. Accanto a Lyda Borelli, che la incarna, ritroviamo Mario Bonnard, attore e regista a cui le Giornate hanno dedicato un ampio omaggio e di cui sarà presentato pure il film da lui diretto in Germania nel 1927, Der Goldene Abgrund (tit. it. Atlantis). Fra gli altri titoli selezionati, Prästänkan (La vedova del pastore, 1920) di Carl Theodor Dreyer e Lasse Månsson fra Skaane (1923) di Anders Wilhelm Sandberg, dalla sezione sul cinema scandinavo.

Nei diciotto spettacoli in programma alla Fondation Seydoux-Pathé, la visione dei nove lungometraggi (ognuno è riproposto due volte) è anticipata da alcuni cortometraggi comici Pathé KOK restaurati dal Museo Nazionale del Cinema di Torino con la Cinémathèque de Toulouse e la Cinémathèque de Nouvelle-Aquitaine di Limoges e da corti pubblicitari d’epoca che, rivolti ad un pubblico maschile o femminile, sottolineano ancora una volta le differenze di genere.

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