L’arte pittorica di due sorelle alla Galleria Arttime

26 Maggio 2017

UDINE. La Galleria Arttime di Udine ospita la mostra personale delle sorelle pittrici Alessandra e Paola Mian intitolata “SFUMATURE DI COLORE E ATMOSFERE SOSPESE” dal 27 maggio all’8 giugno. Un omaggio alla poesia del colore, all’emozione della luce e alla capacità di rappresentare in pittura ogni prezioso istante. Sabato 27 maggio alle 17.30, in Vicolo Pulesi 6, si terrà il vernissage.

La forte passione nei confronti della pittura emerge in tutta la sua potenza nei lavori di Alessandra Mian, un’artista che pone la poesia della luce e i giochi variati di inquadrature ed atmosfere come punti di riferimento dell’intero suo repertorio. Dalla maestra Renza Moreale apprende la capacità di “vedere” le cose e farle proprie, da lei impara le tecniche classiche e le sperimentazioni più recenti; come si può notare in Sofferenza l’emozione è ben evidente, l’atroce tormento che si impadronisce della figura lo si può intuire anche senza leggere la mimica del soggetto. Il “vedere” davvero ciò che si deve rappresentare è palese in Tracce di vite vissute, opera che trasmette, nella più assoluta semplicità ed immediatezza, una chiara carica malinconica. Importante l’impatto del maestro Beppino Tosolini perché le ha trasmesso il gusto per la libertà del gesto, una maniera tendente all’informale. Le nuove modalità espressive suggerite da Tosolini sono evidenti in opere come Luce d’autunno e Venezia in cui la pennellata è pervasa di libertà, l’elemento naturale viene precisamente indagato e i giochi di linee si impadroniscono della tela dettando letteralmente i tempi della composizione.

La luce, come detto in precedenza, è un elemento chiave dei dipinti di Alessandra e viene indagata in tutte le sue gradazioni: il bagliore di un’aurora accecante è quello de L’Ue, mentre in Vanità (Trincee) il grigio quasi metallico di un temporale incombente suggerisce tristi ricordi e liriche ungarettiane, un chiarore fiabesco e festoso è quello di Luce a nord est mentre lo si potrebbe definire surreale in Bosco interiore e metafisico in Stato dell’anima. A livello tecnico, l’artista dipinge ad acrilico e a olio, a volte con inserti di gesso, sabbia e pellicola, sia con pennelli che coi rulli su supporti di tela o tavola; negli ultimi lavori alterna la pittura informale dello sfondo con l’attenta rappresentazione del dettaglio in primo piano. Tre grandi nomi su tutti rappresentano i modelli a cui Alessandra Mian ha sempre guardato: William Turner per il sublime luminismo, Gustav Klimt per l’utilizzo del colore e l’originalità della composizione, James Abbott McNeill Whistler per la maniera peculiare di rendere le atmosfere.

La luce, elemento fondamentale rielaborato in chiave poetica e declinato a seconda della sua mutevole natura, si unisce alle velate sfumature di colore per dare corpo e vita a una pittura chiara e sincera, aperta al nuovo senza però mai dimenticare le salde radici della tradizione. Siamo di fronte a opere dalla forte carica sentimentale, autentico specchio dell’acuta sensibilità dell’artista, lavori che accomunano forza coloristica e giochi d’inquadrature dando vita a una lettura della realtà in chiave artistica dallo stile totalmente originale ed inconfondibile.

Per Paola Mian il disegno è sempre stata una passione e, fino a qualche anno fa, era un semplice e piacevole passatempo. La curiosità e lo spostarsi in continuazione hanno permesso a Paola di visitare mostre e musei in tutto il mondo e proprio l'”incontro” con le opere di René Magritte, Tamara de Lempicka ed Edward Hopper ha influenzato profondamente la sua futura parabola artistica. Dopo un periodo di formazione iniziale, l’artista ha iniziato a dipingere sin da subito «… quello che mi piace per il piacere di farlo», ossia la figura umana nelle sue varie attitudini ma anche scene domestiche, intensi primi piani di oggetti d’uso comune e scorci rubati allo sguardo distratto. Paola Mian rimane fedele alla tradizione classica della pittura: dipinge a olio su tela e non si abbandona (almeno per ora) ad altre sperimentazioni tecniche, sceglie il figurativo perché, da sempre, lo ritiene il mezzo ideale per trasmettere al pubblico il proprio concetto di rappresentazione artistica. Opere come ad esempio Intrecci o Siena upsidedown mostrano il gusto per il dettaglio pulito e preciso; una costante ricerca della precisione è ben evidente nelle opere che immortalano attimi di vita come Il libro, Maskoka chairs e Narciso, lavori che sembrano voler congelare un prezioso istante per trarne un ricordo da tener sempre con sé; particolare cura pone anche nella definizione del chiaroscuro e delle ombre, come si può notare in Nudo, Stoccata vincente o Il melograno, lavori in cui attenzione e raffinatezza si sposano con accenti lirici ed approfondite interpretazioni soggettive.

Il realismo preciso e attento al dettaglio, il senso di estrema cura e pulizia della pennellata e la sicurezza del tratto sembrano quasi provenire da uno stile pittorico lontano nel tempo, una maniera che ricorda quelle di Silvestro Lega e Telemaco Signorini, in particolare nell’atmosfera sognante che sembra voler raccontare per immagini un attimo di vita dei soggetti ritratti. Cogliere l’attimo, carpire all’istante l’intima essenza delle cose, il lucido gioco delle atmosfere sospese, sono il fil rouge che accomuna tutte le opere del repertorio di Paola, dipinti che sanno, vogliono e riescono a trasmettere il loro messaggio con immediata chiarezza. Uno sguardo attento e una mente preparata non potranno non notare che l’acuta e rifinita precisione di Magritte, il gioco sottilmente sensuale di luce-ombra della de Lempicka, le atmosfere immobili di Hopper e un pizzico della liricità di Lega e Signorini si uniscono per dar vita a uno stile unico, lo stile di Paola Mian.

La mostra sarà visitabile dal 27 maggio all’8 giugno nella Galleria Arttime di Vicolo Pulesi 6 a Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.

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