La Venezia di Bruno Locatello in una mostra all’Ute Naliato

5 dicembre 2018

UDINE. Ancora una volta, l’Università della terza età “Paolo Naliato” intende proseguire nella sua opera di divulgazione dell’arte contemporanea, segno di attenzione per manifestazioni culturali che della società sono espressioni autentiche e preziose.

La promozione della mostra ospitata negli spazi espositivi della sede di viale Ungheria 18 a Udine dedicata a Bruno Lucatello, un pittore trevigiano sempre più apprezzato a livello nazionale ed internazionale, permette di dare spazio e visibilità, attraverso una conoscenza ravvicinata delle sue opere, ad un itinerario formativo inedito, di assoluta novità nella scelta dei materiali e nelle tecniche pittoriche: “La mia pittura, frutto di una continua ricerca materica, attualmente è realizzata su polistirene estruso, lavorato a fuoco vivo con fondo e finissaggio a spatola serigrafica”. È una festa di colori quella che ci accoglie in molte delle sue opere: gialli rosati, arancioni superbi, bianchi fiammanti, ocra luminosa, marroni terrosi, sabbie materiche, azzurri screziati.

Da portare in trionfo è la sua Venezia, di cui l’artista ci regala immagini di bellezza e di caducità, di gioia e di malinconia, ma sempre alimentate da un amore grato per quello che dall’incontro con una città ammaliatrice può ricevere. Tra lui e la sua Venezia lo spettatore percepisce un legame complice, orgoglioso del reciproco dono. Come un’osmosi tra l’artista e la realtà da rappresentare, in un rapporto di pari dignità tra Uomo e Natura, entrambi fonte di bellezza in grado di tradurre in modo innovativo una notevole carica di emozioni-riflessioni. La rappresentazione che Lucatello fa di Venezia si aggiunge ad un livello alto a quello della tradizione vedutista della pittura veneziana.

Il processo di dissoluzione della forma oggettiva del suo panorama procede di pari passo con la nascita di una particolare tavolozza di vibrante luminosità, quasi materica, in cui la scelta del soggetto da rappresentare è subordinata ad una miriade di “impressioni”, che urgono nella sensibilità del pittore, che reclamano di essere tradotte in luce, in aria, in silenzi carichi di voci personalissime. L’artista non ci impone il suo messaggio, con la vastità di orizzonti e di spazi ci rassicura: siamo noi, condotti dalla sua incantata rappresentazione, a scegliere il percorso di fruizione della sua opera. Possiamo venire dal mare, essere a livello delle fondamenta, partire da un punto della laguna, riparati dal vento o pronti ad esserne trasportati, senza paura dell’acqua, come dev’essere per chi dall’acqua riceve mezzi per vivere o spinte per salpare. La realtà qui è colta in vari momenti del giorno e diventa il regno dell’aria, ora calma e silenziosa, ora mossa dal vento con l’eco della sua voce; il regno delle acque, colte nella loro specchiata quiete o agitate dal passaggio delle imbarcazioni e dalle eleganti gondole; lo specchio dei palazzi e degli angoli dai confini slabbrati, evanescenti, definiti dalla luce e dal colore, non da contorni delineati.

L’artista illustra un’opera

Intanto, certi sfondi sfumati ci evocano spazi lontani, di cui ci piace immaginare colori, personaggi, ambienti, voci, profumi altri, magici, che non spaventano come l’ignoto. Bruno Lucatello ci invita a guardare al di là, oltre la linea dell’orizzonte evocato sulle acque. D’ ispirazione leopardiana? Sotto la suggestione di Ulisse, eroe di Omero, di Ugo Foscolo? Certamente l’artista esprime un bisogno oppure una gioia, condivisa da tanti nostri contemporanei, mossi dal desiderio di conoscere, d’innovare e di sperimentare, senza rinunciare alla solidità della tradizione, anzi forniti di buona volontà, di tenacia e di serietà professionale, ed al contempo pronti a sognare, a dimostrare che l’amore per le nostre città, dotate di bellezze straordinarie per l’arte di costruire degli uomini e per la natura in cui sono immerse può diventare fonte d’ispirazione artistica e magari di scelte progettuali, volte a valorizzarle ed a tutelarle.

Esprimiamo un grazie sincero all’ artista per averci offerto un’occasione d’incontro con il bello, fonte di emozioni positive, base imprescindibile per la formazione ed il consolidamento di una proficua coscienza di cittadini.

La mostra è visitabile da lunedì a venerdì ad ingresso libero, e con orario 9 – 12 e 15 – 19 fino a giovedì 20 dicembre 2018.

Gabriella Sartor

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!