La Sicilia all’Arlecchino errante con un puparo e una madre contro la mafia

12 ottobre 2017

PORDENONE. Prosegue a Pordenone, con un omaggio alla Sicilia, L’Arlecchino Errante, festival che dedica la Commedia dell’Arte al Teatro Contemporaneo. Venerdì 13 ottobre alle 18,30 a Pordenone nella saletta incontri dell’Ex Convento San Francesco si terrà la conferenza “Il pupo e l’attore” con Franco Ruffini, preludio allo spettacolo delle 21 “Vita straordinaria ri don Giuanni Grasso” (ri in dialetto siciliano sta per di, ndr) sul grande attore catanese che stregò gli esponenti del teatro internazionale ai primi del Novecento con la sua interpretazione delle storie dei pupi. Drammaturgia originale di Biagio Guerrera. Compagnia Mandarake Teatro con Paola Andolina, Simona Buscemi, Gioacchino Cappelli, Tommaso Mirabella, Cristiano Pluchino, Benedetta Scuto, Rosario Tedeschi, Salvatore Tornitore. Regia di Marcello Cappelli. Scene e proiezioni Luca Ruzza. Sabato 14 ottobre alle 21 nell’ex Chiesa di San Francesco a Pordenone spettacolo “La madre dei ragazzi” incentrato sulla figura della madre di Peppino Impastato, Felicia che pretese giustizia per suo figlio ucciso dalla mafia. Di e con Lucia Sardo, compagnia Mandarake Teatro. Regia di Marcello Cappelli.

Giovanni Grasso

Nel 1908, l’ex puparo “parlatore” catanese Giovanni Grasso è in tournée in Russia. Lo vedono recitare V. Mejerchol’d, a Pietroburgo, e un quattordicenne Isaak Babel, a Odessa. Babel racconterà più tardi la sua esperienza, parlando di due miracoli. Il primo in scena, che Grasso traversava “in volo” per piombare come una belva sulla schiena del rivale in amore, e ucciderlo. Il secondo a sipario calato, quando una povera donna succube del marito, trasformata dal volo di Grasso, trova il coraggio di ribellarsi e rivendicare la propria dignità. Anche più che far volare gli attori, è da sempre il sogno del teatro quello di trasformare lo spettatore, farne un’altra persona. L’ex povero puparo Giovanni Grasso ci dice qualcosa su come operare tali miracoli in scena, e su come farne l’esperienza a sipario calato. Di questo e, naturalmente, d’altro parlerà Franco Ruffini, laureato in fisica (1964), che è entrato nel mondo del teatro grazie allo spettacolo Ferai (1970) dell’Odin Teatret. Un’autentica rivelazione. Con questo inizio ha insegnato “Discipline dello Spettacolo” fino al 2010. Presidente del Corso di Laurea D.A.M.S. Roma 3, è stato tra i fondatori della rivista “Teatro e Storia”. Tra le sue numerose pubblicazioni forse la più famosa e amata è: L’attore che vola. Boxe, acrobazia, scienza della scena. Bulzoni, 2010.

La vita straordinaria…

”Vita straordinaria…” è uno spettacolo non narrativo, un sogno dal vivo, una ridda di situazioni colorate sollevate e rivoltate dal vento dell’emozione. Protagonista è un gruppo di talentuosi giovani attori al debutto, decisi a ripercorrere le tracce enigmatiche della vita di un eroe della loro città: quel Giovanni Grasso umile puparo diventato casualmente grande attore che ebbe ai suoi piedi il mondo intero recitando in italiano, e a volte in siciliano, davanti a re e regine, lavandaie e carpentieri, grandi uomini di teatro e famosi attori di cinema. Con la danza e la recitazione atletica, con il canto, con l’imperturbabilità dei pupi, con commovente spontaneità e insieme con perizia tecnica, questi “nuovi” attori riescono ad unirsi al loro “antico” maestro nella celebrazione della felicità del teatro, simbolo della pienezza della vita. Art to be Actor, è il nome del progetto, basato sulla formazione di giovani attori, con cui Mandarake Teatro di Catania ha vinto un finanziamento europeo per la cultura del Teatro e dello Spettacolo dal Vivo, dedicato alla valorizzazione della figura di Giovanni Grasso.

Lucia Sardo

Chi ha visto il bellissimo film di Marco Tullio Giordana, I cento passi, conosce la storia di Felicia Impastato. Nel 1978 le uccisero il figlio Peppino con una carica di tritolo. Se avesse seguito il codice della mafia, Felicia avrebbe dovuto tacere e imporre all’altro figlio il dovere di compiere la vendetta. Felicia non ha risposto con la vendetta, ma ha preteso che fosse lo Stato a punire l’assassino di suo figlio, dando con il suo gesto alla Sicilia una speranza di riscatto e cambiamento. La narrazione dello spettacolo alterna i momenti di questa lotta ad attimi di vita quotidiana, nel tentativo di offrire un ritratto di questa donna scevro da ideologie e mitologie. Attrice, regista e autrice di formazione sperimentale dotata di grande talento “iper-realistico”, Lucia Sardo ha interpretato Felicia Impastato anche nel film di Giordana, Leone d’Argento a Venezia nel 2000. Partner nel cinema, tra gli altri, di Nino Manfredi e Lino Banfi, di Michele Placido e di Carlo Verdone, gestisce a Catania una propria Scuola di Teatro.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!