La mostra itinerante sul dopo sisma arriva ad Adegliacco

30 Settembre 2016

TAVAGNACCO. Terremoto: di nuovo presente nella vita di tutti noi, con la tragedia di Amatrice. Ma quanti si chiedono cosa succederà ora? La mostra “L’identità di un paesaggio. La memoria della ricostruzione”, che sarà ospitata dal Dida Centre Immaginario Didattico, nel Mulino di Tavagnacco (via dei Molini, 32, ad Adegliacco) dal 2 al 30 ottobre, racconta la particolare e straordinaria esperienza del percorso di rinascita del territorio dopo il terremoto del Friuli del 1976. L’inaugurazione è per domenica 2 ottobre, alle 10. Si tratta di un’altra tappa di una mostra concepita per essere itinerante, organizzata dal Servizio Catalogazione, formazione e ricerca dell’ERPAC (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia) e dall’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, in collaborazione con l’Immaginario Scientifico.

paeseDopo il terremoto il Friuli mise in pratica un percorso di rinascita unico ed esemplare, che ha visto l’impegno congiunto di persone e istituzioni nel ricostruire un’identità distrutta. Dettagli architettonici, tecniche, materiali e modalità costruttive sono parte integrante di un territorio, specchio ed espressione di un modo di concepire la natura, la famiglia, la vita quotidiana. Ci fu quindi la volontà di salvare le testimonianze di un’architettura fortemente connessa al territorio. I comuni interessati dagli interventi sono stati 108 e gli edifici recuperati 1.659: attraverso questi elementi ritrovati, riconosciamo ora nel paesaggio i caratteri di un’identità friulana orgogliosamente salvata, ricostruita, rispettata. L’esposizione nell’antico Mulino di Tavagnacco affronta questo particolare aspetto del post-terremoto attraverso pannelli esplicativi, video, per viaggiare attraverso lo straordinario e diversificato paesaggio del Friuli terremotato, e schermi touch screen per approfondire, comune per comune, con repertori dedicati i dettagli sull’entità dei danni, sul numero di abitanti e sugli interventi di recupero effettuati.

La mostra, che è ad ingresso libero, è aperta al pubblico da martedì a venerdì dalle 9 alle 13 e la domenica dalle 10 alle 18. A corredo dell’esposizione saranno organizzati laboratori per famiglie, gratuiti ma su prenotazione (040 224424 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13), il 16 e il 23 ottobre. Adulti e bambini avranno occasione di fare un viaggio attraverso le zone interessate dal terremoto, identificando le abitazioni spontanee che hanno permesso di mantenere vivo il rapporto fra uomo e ambiente. La mostra è parte della rassegna MEMORIE. Arte, immagini e parole del terremoto in Friuli, organizzata dalla Regione e dalla Soprintendenza Belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia ospitata a Villa Manin di Passariano dal 24 aprile al 3 luglio scorsi in occasione del quarantesimo anniversario del terremoto in Friuli.

Nell’ambito della mostra, da martedì a venerdì saranno disponibili per le scuole speciali laboratori didattici, dedicati alle classi IV e V delle scuole primarie, alle secondarie di I grado e alle classi I e II delle secondarie di II grado. Le attività sono pensate per aiutare gli studenti a riscoprire il patrimonio architettonico spontaneo delle zone colpite dal terremoto. Questo aspetto sarà affrontato interagendo direttamente con diversi elementi architettonici in legno, che gli studenti, potranno assemblare per ricostruire alcuni “tipi edilizi”: da quello dei Forni Savorgnani, a quello di Sauris, dalla casa andreana a quella pedemontana e così via. Sarà così possibile sensibilizzare i giovani sull’importanza del patrimonio spontaneo e aprire le menti verso nuovi e inattesi ambiti di interesse. Per prenotare i laboratori il numero è 040 224424. Maggiori informazioni: www.immaginarioscientifico.it

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!