La Misa Criolla in duomo domani a Pordenone

26 Ottobre 2017

PORDENONE. Per la prima volta arriva sulle scene regionali la “Misa Criolla”, la dedica musicale a un atto d’amore e di umana solidarietà compiuto da due religiose, le suore Elisabeth e Regina Bruckner, che aiutarono i prigionieri di un campo di concentramento portando loro del cibo. In memoria di questo episodio nasce la “Messa creola” composta nel 1963 dal compositore Ariel Ramirez e poi diretta dal figlio Facundo Ramirez: un’opera per solisti, coro e orchestra in cui i ritmi tipici della tradizione popolare latino americana e soprattutto argentina si intrecciano con i temi della tradizionale messa cattolica, alimentando un clima di grande suggestione e partecipazione. La “Misa Criolla”, Messa cioè dei nativi latinoamericani, sarà in scena venerdì 27 ottobre, alle 20.45 nel Duomo concattedrale di San Marco a Pordenone, seconda tappa nel viaggio intorno alla spiritualità e all’incrocio di musica e religioni affidato alla 26^ edizione del Festival internazionale di Musica sacra diretto da Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, promosso dal PEC – Presenza e Cultura, con il Centro Iniziative Culturali.

In scena l’Intende Voci Chorus con l’Ensemble I Giambellindios, per la direzione di Mirko Guadagnini. Accanto alla Misa un’altra celebre composizione di Ramirez, “Navidad Nuestra”, plastica figurazione musicale della nascita di Gesù dal sapore creolo. Completa il programma il Requiem di Pizzetti, caposcuola del Novecento musicale italiano: composta ed intensa esaltazione dei motivi cristiani della vita eterna. Ha collaborato l’Associazione Liederìadi Milano. L’ingresso è libero e aperto alla città. Informazioni: Presenza e Cultura, tel 0434.365387 pec@centroculturapordenone.it

Dopo il concerto inaugurale nel segno della musica e della meditazione Sufi, dunque, ancora una proposta di altissimo valore e di emozionante suggestione. Anche Papa Bergoglio ha voluto la Misa Criolla nella Messa indetta per la Patrona dell’America Latina: queste musiche infatti, oltre ad essere popolarissime in tutto il continente, sono la musica liturgica delle periferie, di quel ”quasi alla fine del mondo” verso cui papa Francesco punta dalla sera della sua elezione a Pontefice. Musica suggestiva, parole in spagnolo e note andine con tamburi e flauti di canna. Voce di Dio e voce di tutto il popolo latinoamericano.

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