La Filologica presenta il libro su Colloredo di Monte Albano

20 Ottobre 2018

COLLOREDO DI MONTE ALBANO. Agli inizi di ottobre la famiglia dei soci e degli amici della Società Filologica Friulana è stata accolta dal Comune di Colloredo di Monte Albano per celebrare il 95° Congresso sociale. Per la prima volta nei quasi cent’anni di storia del Sodalizio, fondato nel 1919, la Società Filologica si è tiumita nella località simbolo, con la ricostruzione del castello, della rinascita dal terremoto del 1976, e ad essa dedica un poderoso volume di oltre 850 pagine ricco di illustrazioni a colori.

Sotto la sapiente guida del curatore Carlo Venuti, il volume raccoglie in otto sezioni i contributi di sessanta autori – studiosi di settore, appassionati cultori, ma anche semplici persone che hanno voluto partecipare con il loro sapere all’opera – su argomenti che riguardano territorio, storia, archeologia, arte, letteratura, società, economia e tradizioni di Colloredo, delle sue frazioni e delle sue tante località. Il Congresso era stato anticipato da una conferenza di Angelo Floramo su Ciro di Pers, al Centro di cultura “Papa Luciani” di Caporiacco. Lunedì 22 ottobre alle 18, nella Sala della Comunità Collinare in Castello a Colloredo, Enos Costantini presenterà il Numero Unico Colorêt alla comunità.

«Un nuovo volume – spiega il Presidente della Società Filologica Federico Vicario – si aggiunge alla lunga tradizione dei nostri Numeri Unici e, presentando storia e cultura, gente e luoghi, ambiente e natura del territorio costituisce l’omaggio che il nostro Istituto intende presentare alla comunità locale». Dal canto suo il sindaco Luca Ovan, riconoscente verso la Società Filologica, ha esèresso la soddisfazione nel «poter consegnare queste pagine agli abitanti di Colloredo, convinti che solo fondando i comportamenti di una comunità sulla conoscenza di sé e della propria storia si possa produrre un meraviglioso senso di appartenenza ad un luogo dalle radici così profonde». Un territorio, quello di Colloredo, che con i suoi castelli, le sue acque, le sue chiese e le tante chiesette e ancone votive (diverse irrimediabilmente distrutte dal sisma del ’76), costituisce un autentico tesoro di arte, cultura e bellezze paesaggistiche che nel corso dei secoli hanno ispirato poeti e scrittori, su tutti Ermes di Colloredo ed Ippolito Nievo.

La giornata del Congresso si era aperta al Centro Polifunzionale di Mels con l’accoglienza musicale della Filarmonica di Mels diretta dal maestro Mario Castenetto. Quindi i lavori congressuali: dopo il saluto delle autorità, erano intervenuti Gian Camillo Custoza, che ha illustrato Storia e vicende del Castello di Colloredo, e Roberto Molinaro, con una relazione sul Restauro del Castello di Colloredo. E’ seguito un momento di ricordo del pittore Otto D’Angelo, recentemente scomparso, a cui ha fatto seguito la presentazione del Numero Unico Colorêt. Ci si è spostati poi nella chiesa parrocchiale dei Ss. Andrea e Mattia per ascoltare la serenata Colloredo di W.A. Mozart, eseguita dai musicisti dell’Associazione Mozart Italia sotto la direzione del maestro Stefano Sacher. Il pomeriggio è stato dedicato alle visite guidate al cantiere del castello di Colloredo. La giornata congressuale si è chiusa con la Messa celebrata da don Daniele Calligaris sempre nella chiesa parrocchiale, accompagnata dalle corali di e di Colloredo-Lauzzana.

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