La biblioteca Michelstaedter (ritrovata) in mostra alla BSI

13 ottobre 2018

GORIZIA. In occasione dell’apertura straordinaria per “Domenica di carta 2018”, il 14 ottobre, dalle 10 alle 18, la Biblioteca statale Isontina propone due appuntamenti d’eccezione. Al primo piano della biblioteca, alle 16, in collaborazione con l’associazione Amici di Israele di Gorizia, si terrà l’incontro “Da Villa Elda riemerge la biblioteca Michelstaedter”, con la presentazione del fondo Morpurgo-Michelstaedter, con volumi posseduti da Carlo Michelstaedter e da suo padre Alberto, di recente acquisito.

L’incontro comprenderà l’illustrazione del fondo librario, che ha permesso di aumentare di quasi duecento titoli la “biblioteca Michelstaedter” e la conoscenza dei libri di proprietà del filosofo goriziano. Parteciperà il professor Sergio Campailla, dell’università di Roma Tre, il maggior studioso dell’opera michaelstaedteriana. L’evento si tiene anche in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, dedicata al tema “Storytelling – La storia siamo noi”.

La storia del ritrovamento di questi volumi è affascinante: furono infatti riposti con amore da Elda, sorella di Carlo Michelstaedter, in un un cassone da viaggio che miracolosamente scampò alle perquisizioni delle SS durante la seconda guerra mondiale e di cui poi sbiadì la memoria. La cassa era stata affidata nel 1943, probabilmente proprio da Elda, alla famiglia di Franca Bertoldi, all’epoca conoscente dei Michelstaedter. Franca tutt’ora ricorda come la nonna le parlasse di questo cassone come di un bene da tenere con cura, perché ricevuto in custodia.

Dentro uno dei volumi, sono stati ritrovati anche due fogli battuti a macchina cui Elda affidava tutti i suoi timori, che si riveleranno purtroppo più che fondati, per l’avvenire della sua famiglia (i Michelstaedter, lo ricordiamo, erano ebrei) e dei suoi beni. “Piccolo elenco – vi si legge – dei libri di famiglia conservati presso la casa Morpurgo-Michelstaedter e riposti per sicurezza in un cassone da viaggio. Da tenere con cura e in grave caso dare a mia sorella Paula”. Per tale lungimirante atto d’amore di Elda è giunta fino a noi, quindi, questa preziosa raccolta di più di un centinaio di volumi, di cui una trentina sono quelli appartenuti proprio a Carlo.

Nata a Gorizia nel 1879, Elda era la seconda figlia di Alberto ed Emma Michelstaedter, aveva 6 anni più di Paula e 8 anni più di Carlo. Andò sposa a Silvio Morpurgo, restò però sempre in stretto contatto con la famiglia d’origine. Carlo, di lei, eseguì due ritratti, un acquerello e un olio. I tempi, purtroppo, si rivelarono ben presto estremamente difficili: Silvio Morpurgo, medico, ricordato con affetto dai poveri a cui non chiedeva parcella per le sue visite, non poté più esercitare dopo l’emanazione delle leggi razziali e morì nel 1941. I tedeschi entrano a Gorizia il 12 settembre 1943. Mentre la retata degli ebrei goriziani, compresa la madre di Carlo, Emma (che aveva 89 anni), ebbe luogo la notte del 23 novembre 1943, si ha notizia che Elda fosse stata arrestata già prima, il 9 novembre, sembra perché si trovava nei pressi della sua casa per verificarne le condizioni. Venne deportata ad Auschwitz insieme alla madre, che morì durante il viaggio, e agli altri ebrei goriziani. Durante il tragitto, Elda confortò e incoraggiò i suoi compagni di sventura. Morì il 26 dicembre 1944 nel lager di Ravensbrück, a 65 anni.

Il cassone con i libri, importante testimonianza su Carlo e sulla sua famiglia, era stato però intanto conservato con cura dalla famiglia Bertoldi, cui era stato affidato, ed è arrivato intatto fino ai nostri giorni, quando, da un’amicizia in comune, il libraio antiquario Simone Volpato è venuto a conoscenza dell’esistenza di questo cassone, riportandone alla luce il prezioso contenuto.

Il pomeriggio di domenica, con la presentazione ufficiale del fondo alla Biblioteca statale Isontina, sarà quindi un’occasione, per tutta la comunità goriziana e non solo, di conoscere meglio questa ritrovata testimonianza, che fa nascere nuovi, interessanti spunti di studio sulla figura di Carlo Michelstaedter. Nel corso della giornata e della settimana successiva, sullo scalone della Bsi, una selezione dei volumi del nuovo fondo sarà esposta in una bacheca dedicata. Nella galleria d’arte Mario Di Iorio della Bsi, sempre domenica, sarà ospitata poi l’apertura straordinaria della mostra personale di Franco Rosso, “L’impronta costruttivista”, questa sarà l’ultima giornata per visitare l’esposizione che chiuderà in serata.

Domenica di carta, lo ricordiamo è l’apertura straordinaria di biblioteche e di archivi statali, promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali per valorizzare non solo i musei e le aree archeologiche, ma anche i monumenti di carta, patrimonio altrettanto imponente e ricco.

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