Jazz&Wine cresce ancora con un 25% in più di presenze

3 Novembre 2018

Art Ensemble of Chicago brinda sul palco (Foto Luciano Rossetti Phocus Agency)

CORMONS. Quella che si è da poco conclusa è stata un’edizione (la ventunesima) eccezionale per il festival Jazz & Wine of Peace organizzato da Circolo Controtempo, che per cinque giorni si è sviluppato nel Collio goriziano e sloveno e con il suo intreccio fra un programma di livello mondiale, la straordinarietà dei vini e dell’offerta gastronomica, si è confermato esempio perfetto della capacità di proporre turismo culturale. Un festival che, grazie alla grande musica jazz, porta al Friuli Venezia Giulia prestigio, immagine e un ritorno economico notevole a un intero territorio.

Sono state 7.500 e dunque il 25 per cento in più del 2017, delle quali oltre il 60 per cento provenienti dall’estero, le presenze del 2018. Pubblico in maggioranza austriaco, e appassionati in arrivo da Germania, Slovenia, Italia e altri paesi europei. 40 i concerti, per la maggior parte sempre sold out, 125 gli artisti saliti sul palcoscenico, 25 le cantine coinvolte, in un crescendo di partecipazione ed entusiasmo ripagato dalle presenze, dal ritorno di immagine dato dai media nazionali e internazionali che hanno seguito il festival. Non meno affollati, di giorno come di sera (e fino a notte) i locali di Cormòns, cuore della manifestazione, soddisfazione per la ricettività del territorio: pienone anche in alberghi, bed & breakfast e agriturismi.

Foto Luca A. d’Agostino Phocus Agency

Fra i tanti concerti, non si possono non citare i sold out, nel teatro di Cormòns, di nomi leggendari come John Scofield che ha presentato in anteprima europea il nuovo disco in uscita a settembre, Egberto Gismonti un pezzo di storia della musica (per lui anche la registrazione del concerto, che diventerà cd prodotto dalla prestigiosa etichetta Ecm). E, ancora, il mitico gruppo degli Art Ensemble of Chicago & Guests, in tour per festeggiare i 50 anni (nel 2019), Italia solo per due concerti , il primo in Friuli, andato in onda in diretta su Radio Rai e il secondo a Milano. O lo splendido concerto al mattino, in un’abbazia di Rosazzo gremita, del contrabbassista Renaud Garcia Fons e il successo del trombettista israeliano Avishai Cohen.

Farra – Moses Boyd Exodus (Foto Luca A. d’Agostino Phocus Agency)

Ma anche i tanti appuntamenti che hanno portato l’attualità e l’avanguardia della scena jazz internazionale, con stelle nascenti come Yussef Dayes o Moses Boyd, protagonisti della rinascita del jazz londinese, o i nordici (svedesi e norvegesi) The thing con il loro “garage jazz” e “impro punk”, italiani come Gaetano Valli e il suo lavoro su Chat Baker, il progetto “4 x 8” del Giovanni Maier quintet nato a Monfalcone. E poi i suggestivi percorsi fra musica e degustazioni enogastronomiche, con la novità di “Jazz & Taste”, “Round midnight”, e tanti eventi collaterali.

Nata nel 1998 per iniziativa di un gruppo di appassionati riuniti nel Circolo Culturale Controtempo, la manifestazione è negli anni cresciuta, ma l’identità è rimasta la stessa dell’intuizione iniziale: utilizzare la ricca e prestigiosa produzione enologica e la musica jazz nel segno del superamento dei confini, del valore della “mescolanza” delle genti: Jazz & Wine of Peace. Il festival è stato sostenuto da Mibact, Ministero della cultura della Repubblica Slovena, Regione, Promuturismo Fvg, Comune di Cormons, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!