Italia-Irlanda, ma a Folkest

4 Luglio 2016

Gli appuntamenti di Folkest proseguono con tre giornate in cui si fonderanno i ritmi della musica irlandese e di quella italiana: il 5 luglio alla collina di San Martino di Artegna, alle 21:15, si esibiranno i Teach tShleibhe, gruppo irlandese che da tempo cavalca le scene europee. Il concerto sarà in replica il giorno seguente 6 luglio in piazza Vittorio Emanuele II a San Daniele alle 21:15 e il 7 luglio nell’azienda I Magredi di Domanins (PN), sempre alle ore 21:15.

Ancora il 6 Luglio, ad Aviano all’Osteria delle Calle di Mezzo (ore 21:15) in programma l’Orchestra Bailam e la Compagnia di Canto Trallallero: un progetto artistico nato nel 1989 e che propone un repertorio acustico proiettato verso la musica klezmer, i tempi dispari dei Balcani, la musica greco-turca, quella araba e proprie composizioni in un concerto molto dinamico, coinvolgente e divertente tipica delle piccole orchestre mediterranee, uno spettacolo dall’affascinante titolo di Galate, a significare e ricercare le similitudine tra Genova e Bisanzio.

Il 7 Luglio a Cassacco al Parco d’Europa (ore 21:15) tornano i Capitano tutte a noi, un progetto nato da un’idea della Cooperativa Sociale Itaca che da 16 anni, in stretta collaborazione con Folkest, il sound energico di un lavoro e di una musica nati per dar voce e respiro al laboratorio sociale della stessa Cooperativa Itaca. A seguire i ragazzi della Brigata Lambrusco, una delle band arrivate al Festival dopo la qualificazione attraverso le selezioni del concorso Suonare@Folkest: un progetto dedicato al recupero della musica nata nel periodo della Resistenza, o a essa ispirata, e alla memoria delle tradizioni emiliane grazie ad un sound che intreccia i canti della pianura e dell’Appennino a elementi di combat-folk più contemporaneo. Sempre il 7 luglio si vola fuori dall’Italia e si arriva in Slovenia, a Copodistria con il Tama Trio, formato da tre eccezionali strumentisti, Nando Citarella, Mauro Palmas e Pietro Cernuto, che hanno incrociato i rispettivi background artistici dando vita a un originale percorso di ricerca sonora che prende le mosse dalle tradizioni musicali del Sud Italia per toccare ora la canzone d’autore, ora i suoni speziati del Mediterraneo e che per l’occasione avranno due ospiti come Luigi Lai ed Elena Ledda, due veri e proprie leggende della musica della Sardegna.

Teach tShleibhe (Mountain House) – Attivo da alcuni anni, questo gruppo ha la sua base nella zone delle Montagne della Contea di Wicklow, nell’area dei Clan O’Beirne e McHugh, gli ultimi a vivere in quest’area secondo la tradizione gaelica. Questi musicisti da tempo calcano con successo le scene irlandesi ed europee. Alla ritmica precisa e all’inventiva di Yvon Riou si abbina lo straordinario fraseggio alla cornamusa di Joe McKenna, il diabolico violino di Paul Bradley, ben noto al pubblico di Folkest, famoso e rispettato liutaio in Irlanda, e la dolce voce e le tastiere di Geraldine Fitzgerald. Scatenati set di danze e sognanti ballate per lasciarsi cullare dai canti dell’isola di smeraldo e dall’intreccio degli strumenti a corde con la cornamusa.

Ailema-e-Orchestra-BailamOrchestra Bailam – In ligure (ma ormai anche in italiano) bailamme è la confusione, il caos, la ridda di voci che si incrociano, la folla che preme e si chiama in lingue diverse, l’afrore e l’odore indefinibile che è fatto di mille odori diversi. L’Orchestra Bailam nasce nel 1989 e propone un repertorio acustico proiettato verso la musica klezmer, i tempi dispari dei Balcani, la musica greco-turca, quella araba e proprie composizioni in un concerto molto dinamico, coinvolgente e divertente tipica delle piccole orchestre mediterranee. Dopo vari dischi, colonne sonore per spettacoli teatrali, film e una miriade di concerti in tutto il mondo, nel 2013 vede l’ambizioso progetto Galata, con Matteo Merli alla voce e di un’intera squadra di trallallero genovese. A Folkest presenteranno ora il loro nuovissimo progetto discografico.

BrigLAMB copiaBrigata Lambrusco – La Brigata Lambrusco è un gruppo nato a Reggio Emilia ed è composto da quattro ragazzi, uniti nel nome della comune idea di rinnovare la storia della musica nata nel periodo della Resistenza o a essa ispirata e la memoria delle tradizioni Emiliane. Il loro repertorio intreccia canti della pianura e del’Appennino a elementi di combat-folk più contemporaneo, passando da accenni irlandesi a Guccini, da Paolo Pietrangeli a Fausto Amodei. Combat-folk, come si diceva, di forte impatto e tanta voglia di stare sulle piazze a cantare e raccontare. Si sono qualificati attraverso le selezioni del concorso Suonare@Folkest.

tamatrioTama Trio con Luigi Lai e Elena Ledda – Nato dalla collaborazione tra Nando Citarella, Mauro Palmas e Pietro Cernuto, il progetto Tama Trio è l’incontro di tre eccezionali strumentisti che hanno incrociato i rispettivi background artistici, dando vita a un originale percorso di ricerca sonora che prende le mosse dalle tradizioni musicali del Sud Italia per toccare ora la canzone d’autore, ora i suoni speziati del Mediterraneo. Un viaggio tutto giocato sugli intrecci tra le tradizioni dell’Italia Meridionale con la tradizione partenopea che si stringe in un abbraccio a quella sarda e poi ancora a quella siciliana. Le magnifiche architetture sonore si fondono, così, in un magico incontro ora con la voce potente e istrionica di Citarella, ora con quella passionale e intimista di Cernuto, nell’alternarsi tra intensi canti d’amore, travolgenti tammuriate, e spaccati poetici di rara bellezza. Luigi Lai, classe 1932, è nato a San Vito, nel Sàrrabus (Sardegna sud-orientale), zona ritenuta da molti la patria naturale delle launeddas, acquisendo la tecnica esecutiva sotto la guida dei grandi maestri di launeddas, ora scomparsi, Efisio Melis e Antonio Lara, entrambi originari di Villaputzu. Negli anni trascorsi a Zurigo, ha studiato tastiere e sassofono, collaborando poi a lungo con artisti di spessore come Maria Carta, Angelo Branduardi, Paolo Fresu, Enrico Rava, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile. E’ considerato il grande maestro delle launeddas. Elena Ledda, originaria di Selargius, dopo gli studi al conservatorio di Cagliari, si è dedicata alla musica della sua terra, diventandone in pochi anni un emblema. Titolare di numerosi dischi, negli anni ha collaborato con Fabrizio De André, Lester Bowie, Don Cherry, Andreas Vollenweider, Savina Yannatou, Maria del Mar Bonet, Paolo Fresu, Noa e Andrea Parodi, Rita Marcotulli, Antonello Salis,Gavino Murgia.

capitanotutteanoiCapitano tutte a noi – Musica e diritti con una riflessione aperta sui temi del sociale. Da 14 anni, Cooperativa sociale Itaca e Folkest sono impegnati fianco a fianco in un’ottica di sensibilizzazione sulla salute mentale, per superare lo stigma e il pregiudizio. Una collaborazione nata nel 2001, in concomitanza con il tentativo (fallito allora, come in seguito) a livello politico nazionale di annullare la Legge 180. Una manovra mai riuscita quella di scardinare l’epocale rivoluzione partita nel 1978 da Gorizia e Trieste grazie allo psichiatra veneziano Franco Basaglia, che abolì i manicomi e restituì il diritto ad avere diritti e ad essere persone, prima di tutto, ai “matti” che vi erano stati vergognosamente rinchiusi. Quello della salute mentale è un tema sempre attuale: mentre la Legge Basaglia è divenuta nel tempo un modello universale, l’Italia resta in attesa dell’abbattimento degli ultimi lager manicomiali, gli Ospedali psichiatrici giudiziari, la cui chiusura di recente è stata rinviata ulteriormente dal Governo, che ha approvato un decreto di proroga per un altro anno. Tutela delle persone con sofferenza mentale e delle loro famiglie significa anche accoglienza e rispetto di tutte le individualità. Salvaguardia del diritto di cittadinanza è sinonimo anche di potenziamento dell’autonomia della persona e valorizzazione di tutte le abilità. Per dare maggiore forza al proprio impegno per la salute mentale, Itaca quest’anno sarà presente a Folkest con una formula diversa dalle precedenti: ci saranno i Capitano tutte a noi, gruppo musicale nato nel 2013 a Pordenone, e attualmente formato da sette componenti, all’interno di un progetto nato in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale dell’Azienda sanitaria n.6 Friuli Occidentale e ovviamente Coop Itaca.

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