Incontri di filosofia per cercare un’etica del futuro

22 Ottobre 2018

MONFALCONE. La Biblioteca di Monfalcone, in collaborazione con l’Isis “Michelangelo Buonarroti”, organizza la rassegna di filosofia “Un’etica per il futuro”. Tutti gli incontri avranno luogo nella sala conferenze della Biblioteca in via Ceriani 10. La rassegna prenderà il via martedì 23 ottobre, alle 19.30, con Umberto Galimberti che parlerà de “L’uomo nell’età della tecnica”. Introdurrà la serata Cristiano Mautarelli. Da strumento a nostra disposizione, la tecnica ha finito per permeare l’ambiente che ci circonda, asservendoci a regole di razionalità quali funzionalità ed efficienza. Le esigenze dell’uomo sono oggi subordinate alle esigenze dell’apparato tecnico. La tecnica non tende a uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela verità: la tecnica funziona. Bisogna rivedere i concetti di individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso, scopo, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si nutriva l’età umanistica e che ora, nell’età della tecnica, dovranno essere riconsiderati, dismessi o rifondati alle radici.

Secondo appuntamento domenica 11 novembre, alle 10.30, con Pietro Del Soldà che affronterà il tema de “La felicità”. Introdurrà Carla Troilo. La solitudine dilagante, il narcisismo alimentato dai social network, l’eccesso di competizione, la difficoltà d’immedesimarci con le cose che facciamo, la frammentazione dei nostri desideri, l’amore come possesso e come fuga dal mondo: sono le manifestazioni più chiare della nostra infelicità. Del Soldà le analizza e, con la guida eccezionale di Socrate, individua la strada per la felicità nel coraggio di dialogare a viso aperto e di immergersi in una relazione piena con gli altri.

Domenica 25 novembre, sempre alle 10.30, sarà la volta di Duccio Demetrio e de “Il silenzio”. Introdurrà Simone Paliaga. Molti sono i modi di pensare il silenzio. La filosofia ne indaga il senso metaforico, concettuale e simbolico. Lo studia nella sua componente primaria e percettiva, ma non rinuncia a intenderlo come uno stato della mente e dell’animo che favorisce sia il dialogo che l’attività introspettiva e retrospettiva. La memoria di ciascuno ne è la casa. Per ritornare a noi i ricordi hanno bisogno di ambienti silenti. Eppure il silenzio evoca anche aspetti dolorosi e l’ingiustizia patita da coloro che sono privati del diritto alla parola. Il silenzio quindi va indagato anche nei suoi aspetti contraddittori e non solo come invito alla riflessione, alla contemplazione, all’ascolto dei suoni gradevoli che la natura ci offre. Uno dei cammini che conducono alla comprensione del silenzio è la scrittura autobiografica; la quale ci consente di sperimentarne il valore quando muoviamo alla ricerca di noi stessi.

Chiuderà la rassegna, domenica 16 dicembre, alle 10.30, Susy Zanardo che parlerà de “Il dono”. Introdurrà Massimiliano Roveretto. Mai come negli ultimi tempi il tema del dono è stato oggetto di un crescente numero di ricerche che, in vario modo, si collocano fra due speculari interpretazioni. Da una parte, esso viene interpretato come espressione di puro altruismo, come gesto disinteressato e unilaterale che dispiega requisiti di eroismo, sacrificio e abnegazione. A questa concezione “purista” si oppone un indirizzo di pensiero che fa del dono un atto meramente strumentale, ammantato di gratuità, ma finalizzato all’acquisizione di potere. Nel tentativo di superare le concezioni di puro altruismo e di puro utilitarismo Susy Zanardo si sofferma sull’idea di dono come libero legame, come tessitura di due assi di un ipotetico piano cartesiano, quello verticale della gratuità (il desiderio di dare) e quello orizzontale della reciprocità (la domanda del legame).

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