Incontri con l’archeologia

10 Agosto 2018

ZUGLIO. Due nuovi incontri in programma nell’ambito del XXX Agosto Archeologico. Sabato 11 agosto alle 18 nella Biblioteca “Venier” – Polse di Cognes presso la Pieve di San Pietro di Zuglio, Luca VILLA (archeologo e direttore degli scavi) parlerà de “Il Monastero di Santa Maria in Valle di Cividale (Tempietto Longobardo)”.

Il Tempietto Longobardo, noto anche come Oratorio di Santa Maria in Valle, sorge all’interno dell’omonimo monastero, che si è sviluppato nel corso dei secoli lungo le rive del fiume Natisone. La zona fu in età longobarda sede della corte regia e residenza del Gastaldo. Fu edificato nell’VIII secolo con funzione di cappella palatina della corte regia, all’interno della gastaldaga longobarda, dietro l’abside della chiesa di San Giovanni (VI_VIII). Divenne, poi, oratorio delle monache, nell’ambito del monastero, documentato per la prima volta nell’830. fino a quando fu ceduto al Comune di Cividale. Il Tempietto rappresenta la massima e più celebre espressione dell’architettura e dell’arte che i Longobardi hanno lasciato nella penisola. Il dott. Luca Villa illustterà le novità emerse nel corso dei recenti scavi e dei lavori di ristrutturazione da lui diretti.

Lunedì 13 agosto alle 17 nella Sale dal Pais, Via Peresson 27 presso i locali adiacenti alla mostra del fossile – Arta Terme (fr. Piano), Fabio PIUZZI (architetto) parlerà de “L’Ospitium dei cavalieri ospitalieri di San Nicolò degli Alzeri”.

La chiesa di San Nicolò, contenente un ciclo di affreschi del XIII secolo, era annessa a un Ospitium fatto costruire dall’Ordine dei cavalieri di San Giovanni, detti anche Ospitalieri. Dal 2007, con una serie di approfondite campagne di scavo archeologico, sono stati messi in luce i resti di edifici residenziali e di servizio dell’ospizio, articolati attorno a una corte centrale. Di notevole interesse, anche per la sua rarità, appare il piccolo ambiente CF 5, identificato come mausoleo funerario destinato a membri autorevoli o carismatici dei frati giovanniti. Complessivamente, il periodo di occupazione dell’insediamento va dalla prima metà del ‘200 fino ai primi decenni del ‘500. Gran parte delle strutture intercettate tramite lo scavo archeologico è stata consolidata e valorizzata. L’obiettivo è il completamento dei lavori e la creazione, ad Arta, di un singolare polo archeologico medievale, che sarà inserito in un percorso turistico-culturale insieme con altri siti ubicati lungo la valle del But.

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