In un cinema svuotato di tutto le voci dei grandi registi

27 Gennaio 2019

PORDENONE. Again Anew. Before the film: questo il nome dell’installazione sonora realizzata dal sound artist friulano Michele Spanghero, in collaborazione con Cinemazero che da domenica 27 gennaio fino al 3 febbraio riempirà lo straordinario spazio del cantiere del Cinema Modernissimo di Bologna con suoni e interessanti suggestioni. L’evento, promosso dalla Cineteca di Bologna, rientra nell’ambito di Art City, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera. L’installazione è realizzata attingendo ai vasti archivi sonori di Cinemazero, lavorando sulle registrazioni audio di Gideon Bachmann, che durante tutta la sua vita intervistò e documentò la voce dei più grandi protagonisti della storia del cinema.

Un cinema, quindi, spogliato di tutto, che instaura un dialogo con se stesso, attraverso le voci dei suoi protagonisti. Il Modernissimo – una bellissima sala d’inizio Novecento – viene messo a nudo, rivelando di custodire e prefigurare la propria potenzialità “futura”, al momento inespressa. Il sound artist Michele Spanghero registra, cristallizza e rianima le frequenze di risonanza proprie del luogo. Riemerge antica e profonda, ipnotica, la voce di un luogo in parte dimenticato, che sarà a breve restituito alla città dalla Fondazione Cineteca di Bologna. Tutto è portato al grado zero, reso puro e scarno: la sala è svuotata completamente.

Protagonista, al centro di tutto, un coro di voci: Antonioni, Bertolucci, Fellini, Pasolini, Rosi, Taviani, con le loro caratteristiche voci, inflessioni, tonalità. Per ognuno, da decine di ore di registrazioni è stata isolata un’unica frase. Di fronte allo schermo, luogo delle infinite possibilità, si realizza un incontro impossibile. Le loro voci ora si fanno brusio, sussurro, ora ritmato vociare, per poi fondersi con quella del cinema. Da distopiche, mano a mano diventano accordo. Il luogo si popola della personalità dei registi: il Modernissimo è stato loro – in immagini – per tanti anni.

“Negli spazi vuoti del Modernissimo, il silenzio – commenta Riccardo Costantini, curatore dell’istallazione –. Il cinema, privato del suo scopo nell’essere cantiere, diventa cassa armonica. Michele Spanghero la fa risuonare insieme al coro virgiliano dei maestri che preparano quel che sarà. Ciascuno può farsi parte del cinema interamente, immergendosi nel flusso sonoro, avvolto dalla potenza evocativa, ritmicamente volitiva, delle parole dei registi. Ogni elemento è in tensione, in attesa del film: il più bello di tutti, quello che verrà”.

Michele Spanghero (Gorizia, 1979)
L’attività artistica di Michele Spanghero spazia dal campo della sound art alla ricerca fotografica in modo versatile, ma coerente tanto da ricevere la nomina di “Miglior giovane artista italiano 2016” dalla rivista Artribune. Ha inoltre vinto il premio internazionale d’arte pubblica In Sesto (2015), il premio online al Blumm Prize a Bruxelles (2013) ed il Premio Icona ad ArtVerona (2012). Ha esposto e si è esibito in vari contesti internazionali quali Jardin des Tuileries (Parigi), Hyundaii Motorstudio (Pechino), School of the Art Institute (Chicago), Darb 1718 Center (Il Cairo), Museum of Modern Art (Istanbul), Ars Electronica festival (Linz), Technisches Sammlungen (Dresda), Ambasciata Italiana (Bruxelles), Festival Tina-B (Praga), Vžigalica Galerija (Lubiana).

Tra le varie attività in Italia si ricordano Mart (Rovereto), Palazzo Te (Mantova), Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia), Galleria Civica (Modena), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), Tempio di Adriano (Roma) e la partecipazione alla 16ma Quadriennale d’arte (Roma).

Fondo Gideon Bachmann – Cinemazero
Nato nel 1994 grazie all’acquisizione della collezione da parte di Cinemazero, il fondo è composto da materiali realizzati da Gideon Bachmann durante i suoi decenni di lavoro come giornalista, documentarista e fotografo nel mondo del cinema, dalla metà degli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Novanta. Si tratta di un archivio che abbraccia l’opera dei grandi registi della Storia del Cinema e che consta di circa 20.000 diapositive, 10.000 stampe fotografiche e altrettanti contatti, 9.000 negativi, materiali in pellicola e video, dattiloscritti, manoscritti, libri, memorabilia, sceneggiature originali. La maggior parte di questi materiali è inedita e riguarda – in maniera corposa – registi come Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Liliana Cavani, Franco Zeffirelli, Andrej Tarkvoskji, Peter Greenaway.

Le foto sono di Lorenzo Burlando.

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