Il Barocco tra le due sponde

23 Ottobre 2018

Anonima Frottolisti

SACILE. Una settimana all’insegna della musica barocca sulle due sponde del Mediterraneo quella proposta nel Pordenonese dall’Associazione Barocco Europeo, che intreccia il programma dei due festival promossi sul territorio grazie al sostegno della Regione, della Fondazione Friuli e dei Comuni ospiti. Primo evento da mettere in agenda quello di giovedì 25 ottobre nella suggestiva cornice del teatrino settecentesco di Castello di Valvasone, che sarà animato dal gruppo dell’Anonima Frottolisti di Assisi nello spettacolo dal titolo “Mascher’Arti” per il festival Not&Sapori.

Tra XV e XVI secolo, la produzione musicale racconta con particolare efficacia il connubio tra la scrittura e la rappresentazione, tra musica e teatro, in un’unione imprescindibile, dove le due arti si plasmano a vicenda e danno luogo alla nascita della Commedia dell’Arte. Il concerto prevede la messa in scena teatrale dei “lazzi” che seppero caratterizzare il teatro dell’epoca attraverso la musica e la recitazione, prendendo spunto dalla produzione artistica di due città emblematiche per la cultura del tempo: la Firenze dei Medici nello splendore del Rinascimento e la Venezia Serenissima, incrocio di culture e porta d’Oriente. Al termine del concerto, il barocco si gusterà “nel piatto”, con una scelta di assaggi da ricette storiche appositamente ricreate ed accompagnate dalle degustazioni enologiche del Movimento Turismo del Vino FVG.

Cimbalogh Trio

Secondo appuntamento quello in programma sabato 27 ottobre a San Vito al Tagliamento con il Cimbalogh Trio, formazione musicale proveniente da Budapest che si esibirà all’Auditorium Comunale nell’ambito del festival MusicAntica dal titolo “Mediterranean Crossover”, un gioco di rimandi artistici porta quest’anno la Mitteleuropa ad incontrare il Vicino Oriente e il Maghreb. Per questa serata sarà il folklore gipsy e klezmer del bacino dei Carpazi a creare il filo conduttore di un’esibizione che per ritmi, energia e virtuosismo si annuncia travolgente. Il Trio ungherese prende il nome dall’unione del cognome di Kálmán Balogh, leader dell’ensemble, e del cimbalom, strumento di cui è maestro indiscusso, venendo da una lunga tradizione familiare di musicisti tzigani. Chiamato anche “salterio ungherese”, il cimbalom è suonato con bacchette come un vibrafono, avendo le caratteristiche per essere utilizzato come base ritmica oppure per sostenere la dimensione melodica delle composizioni. Insieme a Balogh, altri due straordinari musicisti, il violinista Robert Lakatos e il contrabbassista Csaba Novak, per un programma entusiasmante di danze, melodie e motivi tradizionali che offriranno uno scorcio ricco e coloratissimo della storia del loro Paese.

Inizio concerto alle ore 21, con ingresso libero.

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