I film premiati al Festival del cinema latino-americano

17 Novembre 2019

Asfixia

TRIESTE. Il messicano Asfixia di Kenya Márquez ha vinto il XXXIV Festival del Cinema Latino Americano di Trieste. La Giuria, formata da Tonino Pinto, Luciano Sovena, Fernando Spiner, Valentina Ripa, ha apprezzato che il film, “costruito come una favola drammatica, rispecchi una realtà universale, fotografandola attraverso grandi interpretazioni”. Premiata come Miglior interprete la protagonista di Asfixia, Johana Fragoso, ex aequo con l’intero cast di Inocencia, film cubano di Alejandro Gil Alvarez. È la seconda volta consecutiva che il Premio al Miglior Interprete viene assegnato a una donna, Johana Fragoso segue infatti la cilena Javiera Contador, vincitrice lo scorso anno con il film Se busca novio para mi mujer.

Diversi Paesi dell’America Latina si spartiscono i Premi principali della sezione. La Miglior Regia è di Daniel Filho, autore del brasiliano Boca de ouro; la Miglior Sceneggiatura è dei cileni Sofía Paloma Gómez e Camilo Becerra per Trastornos del sueño. Il Premio speciale è un ex aequo tra il dominicano Lo que siento por ti di Raúl Camilo e lo spagnolo Bernard di Alex Quiroga. La Giuria del Concorso ha voluto riconoscere con una Menzione Speciale la carriera di Gabriel Retes, il grande regista messicano presente al Festival con il suo ultimo film, La revolución y los artistas.

Anche nella sezione Contemporanea Concorso, i Premi hanno una distribuzione tra i diversi Paesi latinoamericani, senza identificare un chiaro vincitore, segno della buona qualità di opere presentate dalle diverse cinematografie. La giuria, composta da Alex Quiroga, Luciano Martinis e Lucrecia Velasco, ha scelto come Miglior Film l’argentino-francese La vida en común di Ezequiel Yanco, che “rimanda, con immagini essenziali, ad un vuoto accentuato dalle distanze, dall’assenza di modelli reali, dai palliativi paternalistici di un potere lontano e ipocrita”. Il brasiliano Barretão di Marcelo Santiago è stato scelto come Miglior Produzione.

Curiosamente, le registe dei documentari hanno trionfato in diverse sezioni: Cinema e Letteratura ha premiato il cileno-tedesco Zurita, verás no ver di Alejandra Carmona, perché “la struggente bellezza delle immagini accompagna la profonda umanità poetica di Raúl Zurita”. Il Premio del Pubblico è andato all’argentino Cortázar y Antín: Cartas iluminadas di Cinthia Rajschmir, proiettato in Cinema e Letteratura, a sottolineare il successo della nuova formula di questa sezione, diventata competitiva quest’anno. Il Festival ha assegnato il Premio all’impegno civile al cileno-colombiano Lemebel di Joanna Reposi Garibaldi perché “con efficace originalità riesce a dare voce e corpo filmico alla complessa esperienza vitale, artistica e politica di Pedro Lemebel”.

La Giuria Giovanile, formata dalle terze e quarte classi del Liceo Artistico Nordio di Trieste ha premiato lo spagnolo Herencia di Ana Hurtado, un ritratto vivace de L’Avana che “riesce a raccontare la storia del popolo cubano nel modo più dettagliato possibile, rendendo palpabile l’atmosfera di allegria della gente”. Gli studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, che assegnano il Premio Mundo Latino hanno scelto Wiñaypacha di Oscar Catacora, mentre il Premio Malvinas, assegnato dal Liceo Marco Belli di Portogruaro, va al messicano Cicatrizarte di Enrique Arroyo Schroeder. La miglior colonna sonora è il secondo premio per il film cubano Inocencia di Alejandro Gil Alvarez.

La Comunità Ebraica di Trieste, che ha ospitato nel suo Museo, intitolato a Carlo e Vera Wagner, la sezione Shalom, il sentiero ebraico in America Latina, ha voluto premiare, con una propria giuria, formata dal Rabbino Ariel Haddad, dal Rabbino Alexandre Meloni e da Mauro Tabor, Davide Casali, Elisabetta Floreano, una delle opere della sezione, Morirse está en hebreo di Alejandro Springall; Menzione speciale al documentario argentino La experiencia judía de Basavilbaso a Nueva Amsterdam di Miguel Kohan.

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