I colori dell’arte

16 Settembre 2017

UDINE. La Galleria Arttime di Udine propone dal 16 settembre la mostra collettiva “I colori dell’arte”, in cui espongono: Marco Feci, Giorgio Suppo, Beate Rüsch, Alexander Heinz, Birgitt Wolny, Ninette Mathiessen, Reiner Langer.

Marco Feci, artista romano d’adozione, si avvicina all’arte come autodidatta in età adulta. Ne rimane però talmente affascinato e rapito da non poterla più abbandonare. L’artista ricorda ancora le sensazioni del primo quadro, quando da una parte aveva una tela bianca dall’altra i colori, due cose divise che poi pian piano si fondono mutando entrambe, dando vita a qualcosa di unico e mai più ripetibile. Dopo quella prima volta è rimasto il piacere di trasferire, attraverso il colore, le sue emozioni del momento, su una tela o su un mobile o un muro. L’importante è imprimere su un supporto sensazioni vere al fine di creare qualcosa di unico. Feci adora i colori solari come anche i forti contrasti e li utilizza attraverso la sua arte per trasferire sensazioni ed emozioni e poterle comunicare allo spettatore. In questa sua fase creativa predilige la tecnica dell’acrilico perché gli da la possibilità di sentire subito al tatto le materialità del colore asciutto impresso sulla superficie.

Giorgio Suppo è piemontese, ma vive in Veneto da molto tempo, imprenditore nel settore informatico per il commercio, è pittore per vocazione, passione coltivata sin da ragazzo; ha sempre disegnato e dipinto, ha frequentato corsi di tecnica pittorica e di studio della storia dell’Arte della quale è un profondo conoscitore. Ha iniziato presto ad esporre le sue opere a Vercelli e a Novara ed in alcuni centri della Valsesia dove è cresciuto. Agli inizi – e per molto tempo – la sua pittura è stata eminentemente figurativa caratterizzata da un disegno forte ed incisivo con larghe campiture di colore. Giorgio Suppo orgogliosamente rivendica di esser un pittore a tutti gli effetti; con il passare del tempo la sua pittura si è orientata, dalle origini figurative, sempre di più verso un’astrattismo dal segno spezzato e sofferto con una continua evoluzione verso una costruzione di simboli e segni personali, “puzzle” che assemblano frammenti di vita in un insieme armonico e compiuto con un solido impianto coloristico. Il suo mondo pittorico si basa su una pittura di impulso, il cuore collegato al pensiero e alla mano che realizza sino a creare l’attuale ciclo pittorico della umana avventura; predilige la tempera a volte utilizzata in simbiosi con inchiostri di china e acrilico su supporti di cartone cotonato che gli consentono trasparenze e sovrapposizioni difficilmente ottenibili con altre tecniche. La sua tavolozza è ampia e diversificata e spazia in una gamma amplissima di cromatismi dei toni brillanti e accesi per suscitare emozioni positive e di gradimento estetico.

Beate Rüsch è nata a Dornbirn, una città dell’Austria occidentale. Dal 1972 al 2001 ha vissuto a Vienna, dal 2001 vive a Graz, città dell’Austria meridionale. «C’erano così tante sfide e doveri nella mia vita. Finalmente, a più di cinquant’anni, ho avuto il tempo di dedicarmi alle Belle Arti e ho iniziato a dipingere. Per il momento è una parte importante della mia vita. Mi piace stare nel mio studio; lì dimentico il tempo, mi concentro solo sui colori e le tecniche delle mie opere». Dal 2004 Beate Rüsch ha partecipato a più di venti mostre in Austria e all’estero. Nella rivista culturale “Kultur 80” un giornalista ha scritto: Beate Rüsch lavora con le impressioni della natura. Sono ricordi di acqua, cielo, luce, piante, pietre, altri materiali ed elementi. Le trasforma in dipinti naturalistici o astratti; è sempre un gioco con i colori. Spesso utilizza carta, sabbia, terra, piante, ceneri, tessuti come base. Ma la caratteristica principale delle sue opere sono i colori intensi che danno così tanto potere ai suoi dipinti. Utilizza acrilico, lacca e olio.

Alexander Heinz è nato a Francoforte nel 1980. Dopo gli studi all’Università di Würzburg, dal 2013 lavora con media digitali (progettazione e animazione) e nell’ambito della scultura (acciaio e vetro acrilico), affermandosi come emergente digital artist. Nel primo step del processo creativo, le immagini sono completamente digitali e visualizzate su uno schermo. Come motivo principale può essere utilizzata, ad esempio, una spirale matematica la cui la forma lineare è il punto di partenza per tutte le ulteriori operazioni. La forma suddivide l’area in porzioni più piccole e può essere riprodotta come un motivo in modo frattale o proiettata su superfici spaziali come sfere. Attraverso gli innumerevoli parametri delle varie operazioni, all’artista rimane spazio libero per la scoperta di strutture e forme interessanti ed esteticamente stimolanti. È anche possibile evidenziare selettivamente strutture specifiche dalla colorazione della singola linea o delle superfici così come il contrasto tra di loro. In un secondo step le immagini digitali vengono stampate su carta, tela o vetro rivestito.

Con i quadri della serie “Spiegelwelten” (“Mondi allo specchio”) Birgitt Wolny si occupa rigorosamente del tema della permanenza e mutabilità delle cose. Le immagini riflesse nell’acqua cambiano continuamente, mai si ritorna all’identico momento precedente, alla stessa identica luce o alla medesima struttura. Eppure si tratta sempre dello stesso oggetto specchiato, tanto quanto la sua immagine riflessa. Le antitesi “attimo e durevolezza”, “apparenza e realtà” affascinano profondamente l’artista. È estremamente interessante nei “Spiegelwelten, come la realtà può divenire astrazione. La linea divisoria tra il realismo e l’arte non figurativa è decisamente sfumata. Separati dall’oggetto specchiato, i “Spiegelwelten” richiedono alla nostra mente la scoperta della realtà olistica, una realtà spesso nascosta dietro a dettagli irritanti.

L’artista Ninette Mathiessen, nata nella Germania settentrionale nel 1974, ha iniziato a dipingere solo dal 2005 e gestisce il suo studio d’arte nel Mar Baltico a Travemünde dal 2011. Da pura autodidatta, ha acquisito tutto ciò che le permette di creare le sue opere imparando da sé. Moderne, talvolta sfacciate, le sue opere si inseriscono nell’attuale stile contemporaneo. I soggetti sono marittimi, lo stereotipo del pesce il loro marchio di fabbrica e la serie “Fish & Ships” è uno schema fisso su tela. Gli strumenti sono spatole e funi da ormeggio. L’artista non usa mai pennelli. I colori sono acrilici e vernici. Lo stile delle opere di Ninette Mathiessen è influenzato dal cosiddetto “aspetto squallido”. Primo piano di scanalatura e sezioni a coltello veloce non troppo ordinate. Le strutture a rilievo sono formate da esperimenti con pasta morbida, malta e carta da imballaggio, nonché sabbia o legno, oltre alle masse tradizionali create a spatola. Utilizzando primers metallici in combinazione con acidi, sviluppa superfici straordinarie di ruggine o patina. Nelle sue opere attuali, spesso utilizza la foglia d’oro.

Artista e poeta, creatore di immagini fantastiche, il tedesco Reiner Langer gioca la sua vita nella spasmodica ricerca di espressività attraverso la meticolosa composizione fantastica di forme, immagini e segni producendo grandi opere originali. Le sue composizioni sembrano riprodurre in forme visibili i più profondi e sottili messaggi simbolici e lo fanno con tratti caratteristici che si collocano tra il disegno e la stampa antica; si tratta di soggetti che abbisognano di un’accurata e precisa spiegazione che l’artista di Dinslaken fornisce con piacere. Langer dal 1979 ha partecipato ad innumerevoli mostre personali, collettive e fiere internazionali d’arte in Germania, Russia, Grecia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Italia, India e alcune sue opere sono esposte in Musei e collezioni private. L’artista è anche scrittore, infatti nel 1986 ha pubblicato il libro Akribie des Wahnsinns (Meticolosità della follia) e fa – o ha fatto – parte di più di mille progetti internazionali di Mail-Art e Fluxus collaborando con artisti del calibro di Cohen, Halbritter, Olbrich, Bassi e molti altri.

La mostra sarà visitabile fino al 28 settembre nella Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 a Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.

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