Gioco e sue complessità al centro d’una tavola rotonda

1 Dicembre 2018

Eric Medvet

TRIESTE. Con una interessante tavola rotonda e dibattito aperto al pubblico in programma domenica 2 dicembre dalle 10 alle 13 al Caffè degli Specchi di Trieste si concludono le Giornate di Studio “Giovani, Cultura e Istituzioni” V edizione, dedicate al “Gioco” e allo spazio di complessità che esso ci rivela. Sarà innanzitutto l’intervento di Eric Medvet a “provocare” con la sua competenza di ingegnere informatico. Da “sempre” il gioco è uno dei modi in cui l’uomo allena la macchina e sempre più alta è la complessità dei giochi in cui la macchina batte il suo maestro, includendo caratteri di ciò che noi chiamiamo creatività e intuito. Può la macchina imparare a usare la creatività per “barare” al gioco? Perché lo fa?

Dopo di lui Christina Valaki, neuroscienziata, parlerà di “linguaggio e gioco”. Il gioco è un precursore del linguaggio, ciò emerge non solo dalla prospettiva di attenti osservatori e analisti della creatività ma anche dal punto di vista filogenetico e della neurolinguistica. Disciplina della conoscenza e comportamenti ludici sono parte della vita, entrare nella complessità significa anche superare le vecchie classificazioni dei saperi. Il “Paese dei balocchi” di cui parlerà il filosofo Fabio Corigliano sarà allora da esplorare con cautela, per imparare vivendo il gioco e la conoscenza, l’istituzione e la libertà, la creatività e la disciplina. La tavola rotonda sarà moderata dalla storica Gabriella Valera, direttrice del Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile che promuove le Giornate di Studio. L’ingresso è libero.

Condividi questo articolo!