A Gemona il film piaciuto a Cannes sul Pedocin, spiaggia col muro divisorio tra i sessi

24 Ottobre 2016

ultima_spiaggia2GEMONA. È stato definito dagli stessi autori una tragicommedia sulla natura umana. Quel che è certo è che L’ultima spiaggia, documentario di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan su quella che ufficialmente si chiama “La lanterna” ma per tutti è “el Pedocìn”, la spiaggia più amata e popolare di Trieste, è diventato un caso cinematografico. Produzione indipendente, opera di due registi noti ma non troppo, il film è entrato nella selezione ufficiale dell’ultimo Festival di Cannes, dove ha ricevuto un’ottima accoglienza. Ora L’ultima spiaggia esce finalmente nelle sale italiane e, dopo Trieste, il tour Friuli-Veneto parte mercoledì 26 ottobre dal Cinema Sociale Gemona, dove la Cineteca del Friuli lo proietta, come evento speciale e alla presenza di entrambi gli autori, alle ore 21.

ultima_spiaggia1Eredità austroungarica, il Pedocìn è l’unica spiaggia in Italia e probabilmente in Europa che divide con un muro lo spazio riservato agli uomini da quello delle donne. Possono usufruire di entrambi i settori solo i bambini fino a dodici anni. Una divisione che non ha, o non ha più, ragioni discriminatorie, come può apparire dall’esterno, ma che invece rappresenta per i suoi utenti uno spazio di libertà a cui non intendono in alcun modo rinunciare. Qui s’incontra la quintessenza della triestinità popolare, un’umanità che i registi hanno osservato e ripreso per 120 giorni nell’arco di un anno. Emerge un quadro singolare, un microcosmo a sé stante che tuttavia, anche per la natura di terra confine di Trieste e per le vicissitudini della sua storia che hanno reso labile l’appartenenza a una patria, diventa cartina di tornasole di alcune problematiche attuali legate all’identità, all’immigrazione e all’accoglienza.

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