Gaston Dorren: i bambini siano educati in friulano

16 Maggio 2019

UDINE. I suoi libri più noti sono Lingo (2015), dedicato a 60 lingue europee, e Babel (2018) che esplora le 20 lingue più diffuse nel mondo. Il primo è tradotto in 8 lingue, il secondo in 12; le edizioni italiane usciranno a breve con Garzanti. Gaston Dorren, che di lingue ne conosce 15, è uno scrittore olandese specializzato che parla con semplicità di storia, configurazione sintattica ed elementi in comune tra lingue anche apparentemente lontane tra loro. È proprio questa sua capacità di spiegare con naturalezza e in modo a volte irriverente concetti complessi che lo hanno reso celebre tra i non-linguisti.

Gaston Dorren

Sarà protagonista dell’incontro “Misticanze linguistiche. Contaminazioni, eredità e prestiti fra le lingue” (all’interno del programma di Vicino/Lontano, al Salone del Popolo, il 17 maggio, alle 18), organizzato dall’Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane). Insieme a lui ci saranno il linguista friulano Giorgio Cadorini che, dal 1991, vive nella Repubblica Ceca, e Fabiana Fusco, ordinaria di Linguistica all’Università di Udine e direttrice vicaria del Centro Internazionale sul Plurilinguismo dell’ateneo. A moderarli sarà il giornalista Walter Tomada. Si confronteranno su come ogni lingua viva subisce nel tempo modifiche e contaminazioni che contribuiscono a trasformarla e su come ogni cambiamento linguistico sia un segno di vitalità e di ricchezza culturale. Gli scambi linguistici avvenuti in Europa, Italia e Friuli presentano interessanti sorprese che hanno determinato l’evoluzione rispettivamente dell’italiano e del friulano che oggi parliamo.

«Le lingue dell’Europa occidentale, italiano compreso, sono state tradizionalmente a stretto contatto – spiega Dorren, anticipando il tema dell’incontro per quanto riguarda gli scambi linguistici avvenuti in Europa, Italia e Fvg -. Il francese, l’italiano, il tedesco, l’olandese, l’inglese e alcune delle lingue a esse vicine sono assai diverse ma, in realtà, hanno molto in comune: non solo numerose parole ed espressioni, ma anche grammatica e suoni. Questo non è dovuto al fatto che appartengono tutte alla famiglia indoeuropea. La ragione principale è la lunghissima tradizione del bilinguismo e del multilinguismo tra la gente comune. Le contaminazioni linguistiche sono semplicemente qualcosa che accade. Prendiamo in prestito parole da quando l’uomo ha iniziato a parlare. La maggior parte delle volte non ne siamo consapevoli. Inutile dire che ritengo che i vantaggi del multilinguismo sono molteplici e che è importante che i bambini siano educati in friulano».

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