Franco Branciaroli è Medea al Teatro Verdi di Pordenone

4 Dicembre 2017

PORDENONE. Franco Branciaroli e la sua straordinaria “Medea” faranno tappa al Teatro Verdi di Pordenone in sostituzione di “Emilia”, lo spettacolo scritto e diretto da Claudio Tolcachir, interpretato dalla grande attrice Giulia Lazzarini che ha dovuto annullare le recite per problemi di salute. Appuntamento quindi, martedì 5 e mercoledì 6 dicembre (ore 20.45), con la nuova proposta del cartellone di Prosa 2017/2018 del Verdi: uno spettacolo che riprende la storica edizione di “Medea” diretta da Luca Ronconi nel 1996, riallestita da Daniele Salvo in omaggio al grande Maestro scomparso nel 2015.

Franco Branciaroli, dunque, ancora una volta “è” Medea: ma, avverte l’attore, «io non interpreto una donna, sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile. Il che è molto diverso. Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Rimettiamoci nei panni del pubblico greco: vedendo la tragedia, saprà che arriverà ad Atene una forza che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli”: ‘Medea dallo sguardo di toro’, come viene definita all’inizio. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro. Usa la femminilità come maschera per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone».

Questa nuova “Medea” da Ronconi, interpretata anche da Alfonso Veneroso, Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Elena Polic Greco e Livio Remuzzi, porta la firma di uno storico sodale del Maestro, Daniele Salvo, uno degli artisti che più a lungo e in maggiore vicinanza ha lavorato con Ronconi: basti ricordare spettacoli impressi nella memoria collettiva come La vita è sogno, Prometeo incatenato, Lolita. Lo spettacolo offre un’occasione imperdibile di rivedere una delle pietre miliari della storia registica ed interpretativa del secondo Novecento.

“Medea – leggiamo nelle note di regia di Ronconi – è il prototipo dell’eroina combattuta tra il rancore per il proprio uomo e l’amore per i figli, mentre le analisi sociologiche tendono a trasformare la principessa della Colchide in una sorta di precorritrice del movimento femminista. Atene si prepara infatti a diventare teatro per la devastante passione di Medea, una volta che quest’ultima abbia portato a termine a Corinto il proprio disegno di vendetta”. La protagonista tende dunque a presentarsi non tanto come una donna lacerata dall’amore o come una femminista ante litteram, quanto piuttosto come una ‘minaccia’, e per di più come una ‘minaccia’ che incombe imminente sul pubblico”.

Informazioni: Biglietteria (Viale Martelli, 2) tel 0434 247624 Aperta dal Lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19 e il sabato dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 16 alle 19 – www.comunalegiuseppeverdi.it

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