Forma, musica elettronica sparsa sul territorio

13 settembre 2018

Nicolas Gaunin

UDINE. Dopo il grande successo della passata edizione, con oltre duemila presenze a seguire i concerti e i workshop, Forma è pronto a rilanciare la sfida e portare la musica elettronica in uno dei luoghi simbolo della cultura in Friuli Venezia Giulia. A chiudere il festival sarà infatti il grande concerto di sabato 3 novembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, con Nicola Ratti, Oren Ambarchi e Demdike Stare. Ma prima di arrivare a questo grande evento, la strada sarà costellata di numerosi appuntamenti a partire da sabato 15 settembre, sparsi per la regione.

Si comincia infatti proprio sabato 15 alle 11 a Marano Lagunare, nel Cason Didattica, con la proiezione del documentario “Small Path Music” di David Harris e la conferenza di Laurent Jeanneau (Kink Gong). Nel pomeriggio, alle 15, si svolgerà “The Texture Of The World”, workshop con Attila Faravelli . Evento conclusivo della prima giornata sarà, alle 18.30, all’Osservatorio Panoramico, il concerto del sound artist e musicista elettro-acustico Attila Faravelli e di Kink Gong (Laurent Janneau, etnomusicologo autodidatta che ha registrato per quindici anni la musica delle minoranze del sud-est asiatico tra Vietnam, Laos, Cambogia, Thailandia e Cina meridionale) che si esibirà in “Destruction Of Chinese Pop Songs”, un lavoro che da una parte ritrae il paesaggio sonoro della Cina contemporanea e dall’altro vuole dare un nuovo senso alla “decostruzione” delle canzoni pop (ma non popolari) cinesi.

Da qui, e fino al 3 novembre, gli appuntamenti con Forma saranno settimanali e divisi in concerti (fiore all’occhiello di questa edizione saranno, oltre a quello finale del 3 novembre, lo spettacolo di sabato 27 ottobre con I-LP-O In Dub e Claudio Rocchetti e quello di venerdì 2 novembre con Giancarlo Toniutti e Konrad Sprenger, entrambi al Teatro San Giorgio di Udine), workshop, incontri, ascolti e visioni. Anno nuovo ma anche luoghi nuovi, per Forma che per questa edizione si sposterà – oltre che a Marano Lagunare come detto – anche a Dobialab (Staranzano), al Teatro San Giorgio, al Circolo Cas’Aupa, al cinema Visionario e allo Spazio Ersetti di Udine. Ma alcuni concerti si svolgeranno anche all’Astro Club di Fontanafredda di Pordenone, allo SMO di San Pietro al Natisone, al Container 25 di St. Michael im Lavanttal (Austria) e al Cinema Margherita di Tarcento.

A Udine però rimane il cuore del festival: al Teatro San Giorgio si alterneranno concerti, incontri (quello di martedì 30 ottobre a cura del Collettivo Ippolita “La democrazia nella rete”), workshop e la performance multimediale in collaborazione con il premio Darko Bratina e il Festival Mimesis di venerdì 19 ottobre; al cinema Visionario ci sarà il film “Becoming Animal” di Peter Mettler a cui seguirà l’incontro con il filosofo Roberto Marchesini; alla Galleria Spazio Ersetti, invece, da lunedì 29 ottobre a venerdì 2 novembre, gli ascolti di “Cinèma pour l’oreille”, una selezione di lavori dalla collana edita da Metamkine e presentati da Paolo Zavagna.

Ma sarà la serata finale a sancire l’eccezionalità di questo festival, che non riguarderà solo la musica elettronica, ma anche lavori con un forte impatto visuale, diventando a tutti gli effetti un grande evento di arte performativa. Sabato 3 novembre, infatti, arriveranno a Udine tre artisti di fama internazionale per un concerto che ha il sapore di evento spettacolare visto che si svolgerà al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Demidike Stare

Ad esibirsi saranno Nicola Ratti, Oren Ambarchi e Demdike Stare. Milanese classe 1978, Nicola Ratti è uno dei principali esponenti della nuova scena elettronica italiana votata alla ricerca e alla sperimentazione. Musicista poliedrico attivo da anni, il suo approccio attuale è focalizzato sulla sperimentazione analogica, il sound design e le installazioni sonore. Attivo ormai da un un trentennio, Oren Ambarchi, ebreo di origini irachene nato in Australia nel 1969, è un musicista elettronico e chitarrista dall’approccio minimale, astratto e visionario sia nei confronti del suo strumento, che del suono in generale. Disciolte le asperità noise degli inizi, Ambarchi, espande le sue possibilità in musica, investigando in profondità la singolarità del suono e del tono puro. Nel suo ultimo album solista, Hubris, mette in atto la rivisitazione del cosiddetto motorik, ossia dello scheletro ritmico in 4/4, pulsante e ossessivo, che per primo accompagnò le composizioni di alfieri del krautrock quali Can, Neu! e Kraftwerk, riunendo un incredibile cast di musicisti come Crys Cole, Mark Fell, Arto Lindsay, Jim O’Rourke, Keith Fullerton Whitman e Ricardo Villalobos.

Demdike Stare, è un duo frutto della collaborazione di Sean Canty e Miles Whittaker. Negli ultimi anni hanno sperimentato soluzioni elettroniche sempre più variegate che li ha portati a cimentarsi a turni alterni con l’hip hop più obliquo, controllate frenesie jungle e distopici scenari tra ambient, techno e noise. Il loro live sarà accompagnato dai visuals di Michael England, artista noto nell’universo elettronico per le sua collaborazione con la celebre etichetta Warp – in particolare con gli Autechre.

Per info: https://freemusicimpulse.com/ https://www.facebook.com/hybridaspace

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