Filarmonica di Pietroburgo, un gran direttore e una violinista prodigio al GdU

10 Maggio 2019

Yuri Temirkanov

UDINE. Domenica 12 maggio con inizio alle 20.45, vedrà ospiti del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, per l’unica data di tutto il Nord Italia, uno dei massimi direttori d’orchestra viventi, Yuri Temirkanov e la leggendaria Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Accanto a loro, la formidabile violinista Sayaka Shoji, prima giapponese insignita, a soli sedici anni, del prestigioso Premio internazionale Paganini di Genova. La data di Udine apre la breve tournée che questi prestigiosi artisti compiranno in Italia e che toccherà, dopo il capoluogo friulano, soltanto due altre città, Bari e Roma.

Sayaka Shoji

Annunciata già nella scorsa stagione e rimasta nei cuori per le sue strepitose performance sotto la guida del suo geniale conductor, la Filarmonica di San Pietroburgo ritorna dunque sul palcoscenico del Teatro Nuovo per il concerto conclusivo della stagione sinfonica 2018/19, realizzata anche grazie al contributo della Fondazione Friuli. “Il grande maestro russo ritorna nel nostro teatro dopo il magnifico concerto del 2017 con Martha Argerich – sottolinea Marco Feruglio, sovrintendente e direttore artistico musica e danza del Giovanni da Udine –. La profondità e la carica emotiva delle sue interpretazioni, nonché la straordinaria capacità di guidare una grande orchestra con la flessibilità e la libertà di un solista, eleggono Yuri Temirkanov nella considerazione del pubblico e della critica internazionale fra i più grandi e celebrati direttori d’orchestra del nostro tempo. E’ ancora una volta un assoluto privilegio averlo nostro ospite in occasione di una stagione sinfonica che ha saputo offrire molte emozioni”.

Filarmonica San Pietroburgo

Unica al mondo per fascino, colore, carica emotiva ed empatia con il suo direttore e il pubblico, la compagine russa eseguirà un programma tutto dedicato a Čajkovskij. Al centro di questo eccezionale appuntamento vi è infatti la “Patetica”, quella meravigliosa, struggente “Sinfonia della vita” che il tormentato compositore russo diresse per la prima volta proprio a San Pietroburgo nell’ottobre 1893, pochi giorni prima di morire. In apertura, il Concerto per violino e orchestra op. 35 che Čajkovskij concepì nel 1881 al termine di uno dei suoi periodi creativi più fecondi, è affidato alla giovane violinista Sayaka Shoji, che si esibirà con uno Stradivari Recamier del 1729.

Sempre domenica 12 maggio, alle 17.30, nel foyer del Teatro, il musicologo e saggista Maurizio Biondi presenterà il programma della serata nel corso di una conferenza a ingresso libero dal titolo “Il ragazzo di vetro e il ciabattino. Riflessi di Čaikovskij in uno specchio infranto”. Un’occasione per sondare, attraverso l’analisi di lavori molto diversi fra loro come il Concerto per violino e la Sinfonia Patetica, l’impressionante groviglio di antinomie che alimentarono, e insieme resero tragicamente problematica, la vita e l’arte di questo musicista: semplicità e artificio, edonismo e rigore, confessione e nascondimento, purezza e corruzione, slancio vitale e sentimento della morte.

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