Estate a Pn: musica, i Papu (Mirabilia) e le clownerie

12 luglio 2018

Gap’s

Techno Vikings

PORDENONE. Venerdì 13 luglio per l’Estate a Pordenone a portare la musica in centro città saranno gli artisti di PordenOnAir a partire dalle 17: Gap’s Orchestra in versione one man band e Techno Vikings. Gap’s orchestra presenta lo show “Italian music around the world”, spettacolo che ha esportato la musica italiana in 20 paesi tra Europa e America del nord. Un concerto fatto di classici anni ’50 / ’60, cantautori e canzoni originali, il tutto intervallato da storie che raccontano le tante sfaccettature del nostro paese. I Techno Vikings sono un quartetto croato di sassofoni con batteria, specializzato in street show, suonano una musica elettro-acustica, che parte dall’idea di riprodurre musica elettronica con strumenti acustici senza effetti. Nel loro repertorio figurano pezzi storici della musica tecno e dance dagli anni ’90 fino a oggi con qualche pezzo originale. I membri del gruppo sono: Petar Matošević, sax alto, Paolo Gortan, sax tenore, Luka Vrbanec, sax tenore, Jurica Prodan, sax baritono, Mathias Butul batteria.

Blanc e Avost

Terzo e ultimo appuntamento nell’Estate a Pordenone per le Primizie dell’Arlecchino Errante. Venerdì 13 luglio alle 18 in via Pirandello (quartiere Villanova) Martina Santelia e Nicola Coradazzi metteranno in scena lo spettacolo di clownerie Bang Bang per la regia di di Ferruccio Merisi. Protagonisti Blanc e Avost, ovvero il Bianco e l’Augusto delle coppie tradizionali di clown: guitti di strada, che affrontano, come se fosse sempre la prima volta, il complicato esercizio di sbarcare il lunario. Facile identificarsi con loro nella loro buona volontà e nella loro simpatica e sottile inadeguatezza. Ognuno con il suo carattere, nella doppia polarità del “ligio e preciso” e del “pratico e casinista”. Le gag per metà sono tratte dalla grande tradizione dei clown, e per metà sono invenzioni dei due protagonisti, o meglio, fioriture spontanee, nate dal rapporto riuscito e veramente genuino tra questi due personaggi che riscuotono una grande simpatia e una totale partecipazione da parte del pubblico dei grandi e dei piccoli. Martina Santelia e Nicola Coradazzi appartengono al vivaio di allievi della Scuola Sperimentale dell’Attore. Il loro duo è una specializzazione del gruppo di cinque giovani attori che costituiscono le nuove leve della Compagnia.

Moustapha Dembélé

Ad aprire la serata del festival Raccontare il deserto sarà, alle 18.30 nel Convento di san Francesco, lo scrittore Max Lobe supportato da Michele Martino, con il suo libro “La Trinità Bantu”, accompagnato dalle letture di Fabrizio Gasparini. Pausa couscous al Caffè Letterario per riprendere alle 21.30 con il concerto del griot africano Moustapha Dembélé (suonatore di Kora, N’goni, balano, tamani, percussioni e voce) supportato da Marco Ponta alla chitarra e oud e Gianluca Trunzo al basso, per dare vita alle contaminazioni musicali che caratterizzano il festival pordenonese.

Coro Faurè

E’ una Not(t)e al Museo speciale quella proposta nell’Estate a Pordenone dall’Associazione Musicale Gabriel Fauré venerdì 13 luglio alle 20.45 nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato. Il concerto Bernstein & friends è dedicato al musicista americano Leonard Bernstein, nel centenario della sua nascita, e alla musica americana della sua epoca. Leonard Bernstein, compositore e direttore d’orchestra, ha creato un ponte fra la musica classica e quella popolare, in particolare con capolavori come come West Side Story. Interpreti del concerto saranno il Coro da Camera Gabriel Fauré, accompagnato dalla formazione di ottoni Brass &…, dal percussionista Michele De Conti e dal pianoforte di Andrea Tomasi, diretti da Emanuele Lachin.

Giulio Tavaniello

Arriva nell’Estate a Pordenone la sezione “Summer,” del Pordenone Music festival di Farandola sotto la direzione artistica di Filippo Michelangeli, ovvero 4 appuntamenti con i vincitori del 4° Diapason d’oro, la rassegna internazionale giovanile a cui quest’anno hanno partecipato ben 239 candidati provenienti da tutto il mondo, che si esibiranno nel Chiostro della Biblioteca per 4 venerdì alle 21, con ingresso libero. Aprono la rassegna venerdì 13 luglio i fratelli Giulio e Tosca Tavaniello, rispettivamente 23 anni, chitarrista e 18 anni, arpista, entrambi di Fossalto, in provincia di Campobasso. Giulio Tavaniello suonerà brani di Weiss (Passacaglia), Bach (dalla Suite BWV 998), Torroba (Sonatina) e M. Castelnuovo-Tedesco (Capriccio Diabolico op. 85). Tosca Tavaniello – già vincitrice di numerosi premi – suonerà Fantasia di Spohr, Prelude e Presto dalla Suite n°1 BWV 996 di Bach, Sonate für Harfe di Hindemith Variations “Carnival of Venice” di Posse.

Tosca Tavaniello

Prosegue nell’anno del settecentenario il focus sulla figura del Beato Odorico, frate minore che agli inizi del 1300 compì un viaggio epocale in Oriente. A lui I Papu hanno dedicato la loro ultima fatica scenica, Mirabilia, ispirata al resoconto dettato dal frate al confratello Guglielmo da Solagna, che andrà in scena per tre repliche nell’Estate a Pordenone, toccando tre diversi quartieri. Venerdì 13 luglio alle 21 sarà la volta dell’area esterna della parrocchia di S. Ulderico a Villanova vecchia, lunedì 16 la replica a Torre, nell’area verde del castello. Come sempre originale il punto di vista scelto da Andrea Appi e Ramiro Besa: questa volta li vedremo nei panni di due manigoldi coevi di Odorico attratti da possibili tesori, portati dall’Oriente.

“Nella relatio dettata da Odorico – spiega Andrea Appi – il frate descrive in modo asciutto e sobrio usi e costumi delle popolazioni che incontra durante il suo viaggio. Un materiale difficile da mettere in scena tale e quale. Per questo abbiamo optato per un taglio giocoso, che ben ci appartiene, per incuriosire e attirare l’attenzione su questo testo. Strizzando l’occhiolino al romanzo Il nome della Rosa, vestiremo i panni di Ramiro da Melk e Andrea da Baskerville, che per entrare in possesso dell’ipotetico tesoro portato da Odorico, si travestono da frati per entrare nel Convento di Padova, dove fu dettata la relatio, per trovare e leggere il manoscritto alla ricerca di indizi utili. Si troveranno dunque di fonte alla descrizione delle ricchezze dei vari re d’oriente compreso il Gran Khan, di pratiche di cannibalismo, di religiosi intenti a cibare delle scimmie ritenute reincarnazioni di spiriti nobili, dell’immolazione delle vedove indiane sulla pira dei mariti defunti fino ad arrivare a racconti di agnelli che nascevano da meloni”.

In piazzetta Calderari alle 21.30 il Cinema sotto le stelle propone The Post, thriller politico firmato Steven Spielberg con una sempre grande Meryl Streep, che racconta la storia dietro alla pubblicazione dei “Quaderni del Pentagono”, avvenuta agli inizi degli Anni settanta sul Washington Post.

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