Domani al Candoni è di scena Pirandello (Giuoco delle parti)

29 Novembre 2016

TOLMEZZO. Dopo il tutto esaurito fatto segnare dal musical Cabaret, si cambia genere per il secondo appuntamento con la 47a Stagione di Prosa della Carnia, promossa come da tradizione da ERT e Comune di Tolmezzo. Mercoledì 30 novembre uno dei grandi maestri della scena italiana, Umberto Orsini, sarà Leone Gala, il protagonista de Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello. Sul palco del Teatro Luigi Candoni alle 20.45 saliranno, diretti da Roberto Valerio, anche Alvia Reale, Totò Onnis, Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri e Alessandro Federico. Negli ultimi vent’anni Umberto Orsini ha più volte rivisitato questa commedia, convinto che uno dei modi per preservare un classico sia quello di ripensarlo apportando continue modifiche ed approfondimenti.

Umberto Orsini

Umberto Orsini

Originariamente la vicenda vede il protagonista, Leone Gala, pacificamente separato dalla moglie (che lo tradisce con l’amico Guido Venanzi) a condizione di farle visita ogni sera, per mantenere di fronte all’opinione pubblica, il suo ruolo di marito. Questo accordo col passare del tempo si rivela insopportabile a Silia che confida all’amante il desiderio di volersi sbarazzare del marito la cui presenza-assenza le è diventata insostenibile. Il casuale irrompere nella casa di lei di un gruppo di ubriachi che tentano di farle violenza, senza però riuscirci, le offre un pretesto inatteso grazie al quale potrebbe mettere a repentaglio la vita del marito trascinandolo in un duello. Alla notizia del fatto Leone Gala appare tranquillo, lui si è vuotato di ogni sentimento ed ha trovato un “pernio” che gli permette di affrontare ogni situazione anche la più critica: infatti, grazie alla sua incrollabile dialettica e al suo nichilismo, si sottrae al complotto ordito dalla moglie e dall’amante trasformandosi da vittima in carnefice.

Luigi Pirandello ha scritto una commedia nera, dove matrimonio, tradimento, onore e omicidio si inseguono in una logica successione. La novità di questo allestimento sta nell’aver immaginato un futuro per Leone Gala dopo quel tragico avvenimento; lui, uomo di lettere, costretto a macchiarsi di un delitto non riesce a liberarsi dal suo passato e rivive tutta la vicenda come un ammasso di ricordi, di ricostruzione dei fatti dal punto di vista di chi è sopravvissuto. L’inferno del matrimonio è reinterpretato in un’ottica vicina al teatro di Strindberg, dove l’abisso morale dei protagonisti si alterna al gioco dialettico che ha quasi sempre guidato la lettura di questo testo. Alvia Reale conferisce a Silia un connotato più vicino alla novella nella quale Pirandello aveva tracciato il suo primo approccio alla vicenda (Quando si è capito il giuoco) e Totò Onnis regala un ritratto inedito alla figura di Guido Venanzi. Orsini si dibatte fra i fantasmi che popolano una mente in cui il tempo batte i suoi colpi rimbalzandoli confusamente dal passato al presente e viceversa.

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