Danza, teatro e musica al Mittelfest che sta per finire

13 luglio 2018

CIVIDALE. Penultima giornata di Festival sabato all’insegna delle diversità che si incontrano, degli opposti (che si attraggono). Vita e morte, abissi e altezze, una musica che fonde tutte le musiche d’Europa. È questo uno dei messaggi Millennials che Mittelfest 2018 vuole dare. Apre il cartellone della Danza alle 20, nel Teatro Ristori, Dark Union, spettacolo messo in scena da EnKnapGroup, l’unica compagnia di danza permanente della Slovenia, diretta dal suo fondatore, il coreografo e ballerino di fama internazionale Iztok Kovac.

Dark Union

A seguire, alle 21.30 e 22.30, nelle Officine Civiform, prima assoluta per la produzione Mittelfest degli italiani Stefano Ricci e Gianni Forte che con i loro attori “camminano sulla lama del rasoio da anni, provocando centinaia di piccole e grandi rivoluzioni nella mente e nel cuore del pubblico. Non si accontentano di raggiungere l’orlo e guardare giù nell’abisso. Vogliono farci saltare e scoprire che possiamo volare con loro”. Sono parole del direttore Haris Pašovic, che sceglie di chiudere la giornata con un altro, straordinario concerto serale. A salire sul palco di piazza Duomo, alle 23, sarà questa volta la Barcelona Gipsy Balkan Orchestra. “Dopo aver ascoltato Sandra Sangiao cantare una canzone tradizionale bosniaca e la band suonare un tipico brano macedone, è un bugiardo chi ha il coraggio di dire che non è possibile capire veramente l’altro”. (Sempre Pašovic).

Al centro di Dark Union c’è la tragica storia di due sposi novelli che riescono a vivere solo pochi effimeri momenti di felicità prima che la morte li separi. Il coreografo Josef Nadj e i suoi ballerini cercano di evocare la malinconia che accompagna questa relazione. Nadj offre qui una rivisitazione del suo primo successo internazionale, Canard pekinois (1987), uno spettacolo che affrontava lo stesso tema. I ballerini di En-Knap –Luke Thomas Dunne, Ana Štefanec, Jeffrey Schoenaers, Lada Petrovski TerNovšek, Matea Bilosnić e Gilles Noël – non erano neppure nati quando un giovane Josef Nadj creò Canard pekinois. Ora danzano con lui in questo balletto su Eros e Thanatos.

Josef Nadj è nato in un villaggio della Kanjiža, ex-Jugoslavia, ed è rimasto fedele a questo luogo della sua infanzia. Ha fatto carriera in Francia come direttore del Centre chorégraphique national d’Orléans. Ha lavorato anche in Ungheria e Serbia. Si distingue per il suo stile particolare e la sua teatralità. Ha portato i suoi spettacoli in diversi festival in giro per il mondo. EnKnapGroup, condotto dal suo fondatore, il coreografo e ballerino di fama internazionale Iztok Kovač, è l’unica compagnia di danza permanente della Slovenia. Sin dalla sua fondazione, dieci anni fa, EnKnapGroup ha lavorato con oltre 30 coreografi e registi teatrali sloveni e internazionali di diversa estrazione estetica, e ha creato un repertorio di 25 interi spettacoli acclamati dal pubblico.

Tamerlano

Tamerlano e Zenocrate sono due giovani criminali assetati di potere, individui che hanno pagato cara la loro libertà per uscire dal mucchio. Sono diventati imperatore e imperatrice di luoghi abbandonati, di una clandestinità allettante, di istinti inquietanti, di amore disperato, di desideri animali, di soluzioni impossibili, di colpi inaspettati, di decisioni avventate, di avidità liberata e rabbia inespressa. Alcune idee perseguitano gli artisti per anni chiedendogli di essere portate alla luce, analizzate e articolate. È questo il caso di una scena che Ricci/Forte (al secolo Stefano Ricci e Gianni Forte) toccarono in uno spettacolo ideato una decina d’anni fa. Tamerlano era una breve parte della produzione di questo prolifico duo lasciata da parte molto tempo fa. Ma Tamerlano non li ha lasciati da parte. Ha provocato Ricci/Forte e li ha raggiunti a Cividale.

Tamerlano è una storia basata vagamente sulla scena del testo di Ricci/Forte ispirato vagamente al Tamerlano di Christopher Marlowe, che si rifà vagamente alla vita di Timur, imperatore mongolo del XIV secolo. Complicato? Vagamente. Ma non è la storia che importa quanto la sua immediatezza. Giuseppe Sartori, Anna Terio e Piersten Leirom recitano con furia una storia sui giovani persi in un posto difficile nel mondo, alimentato dallo spettacolo e guidato da un sempre maggior profitto.

Barcelona Gipsy Balkan Orchestra

Non gli è servito molto per conquistare cuori in tutto il continente. La Barcelona Gypsy balkan Orchestra con la sua straordinaria musicalità, infinito calore e sorprendenti capacità ha riunito con la sua musica milioni di europei. Il modo stesso in cui presentano i componenti della band ne amplifica la voce: Sandra Sangiao, Voce (Catalogna, Spagna); Mattia Schirosa, Fisarmonica (Italia); Lugien Chanal, Chitarra (Francia); Stelios Togias, Darbuka, Bendir, Cajón, Davul, Riq, Tzouras (Grecia); Ivan Kovacevic, Doppio Basso (Serbia); Daniel Carbonell, Clarinetto (Catalogna, Spagna); Oleksandr Sora, Violino (Ucraina).

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