Geodinamica e maree terrestri: convegno a Trieste

3 Giugno 2016

TRIESTE. Più di 100 ricercatori provenienti da tutto il mondo si riuniranno a Trieste dal 5 al 9 giugno in occasione del 18° convegno “International Symposium on Geodynamics and Earth Tides”. Organizzato dall’Università degli Studi di Trieste e dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – OGS e promosso dall’International Association of Geodesy (IAG), dalla European Geosciences Union (EGU) e dal Dipartimento E. Caianiello dell’Università degli Studi di Salerno, sarà l’occasione per approfondire temi di grande interesse scientifico: quali la terra dinamica e deformabile, a causa per esempio delle maree terrestri, i cicli sismici, il cambiamento climatico, la rotazione terrestre e le deformazioni vulcaniche.

Si svolge ogni quattro anni e per la prima volta l’incontro di quest’anno introduce nel titolo il termine “geodinamica”. “Quest’importante convegno è sempre stato caratterizzato da un’evoluzione costante degli argomenti come risposta ai progressi scientifici e tecnologici” spiega Carla Braitenberg dell’Università degli Studi di Trieste. “Nelle misure geodetiche di alta precisione, come quelle del campo di gravità e degli spostamenti, le maree terrestri costituiscono un segnale molto evidente. Generati per effetto dell’attrazione gravitazionale del Sole e della Luna, permettono di ricostruire le caratteristiche dell’interno del nostro Pianeta e seguire le sue evoluzioni dinamiche”. “Adesso che conosciamo così bene il meccanismo delle maree terrestri, le informazioni vengono utilizzate per tarare le misure fatte da strumenti, a terra o da satellite, e verificarne l’attendibilità per lo studio di altri fenomeni, quali le deformazioni tettoniche o quelle indotte dai movimenti dei fluidi, naturali o legati ad attività umane” chiarisce Giuliana Rossi dell’OGS.

Il convegno è già stato ospitato a Trieste nel 1959, quando fu organizzato dai professori Antonio Marussi (UNITS) e Carlo Morelli (OGS) e in occasione del quale furono installati i prototipi dei due pendoli orizzontali di eccezionali dimensioni che tutt’ora sono attivi in Grotta Gigante per la misurazione della deformazione del Carso, che risente delle piene del fiume Timavo, e il rilevamento delle oscillazioni libere della terra a seguito di grandi terremoti.

L’International Symposium on Geodynamics and Earth Tides si svolgerà nell’Aula Magna dell’Università di Trieste (piazzale Europa 1, terzo piano). Qui il programma completo: http://g-et2016.units.it/ Mercoledì 8 giugno due incontri sono aperti al pubblico: 10:00 – 10:30 Contributions of Geodesy to Monitoring Natural Hazards and Global Change – Harald Schuh, Helmholtz-Zentrum Potsdam, Deutsches GeoForschungsZentrum GFZ. 10:50 – 11:20 Separating Surface Loading Deformation from Time-dependent Tectonic Deformation – Jeff Freymueller, Geophysical Institute, University of Alaska Fairbanks

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