Consegnati all’Accademia i premi Giulietta e Romeo

24 Giugno 2019

UDINE. Nella sede dell’Accademia Città di Udine in via Anton Lazzaro Moro 56, ai è svolta per la sedicesima volta la cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio Internazionale di Poesia intitolato a “Giulietta e Romeo di Savorgnan” ovvero a Lucina, appartenente al casato friulano dominatore in tempi lontani, e a Luigi Da Porto, elaboratore del tradizionale tema degli amanti ostacolati e infelici in una novella assai diffusa nel Cinquecento, nella quale egli sembra criptare una sua vicenda sentimentale udinese.

Premiati e giuria

Ideatrice e anima del Premio, così come di tutte le proposte culturali di largo respiro che l’Accademia offre ininterrottamente nel corso delle sue attività annuali, è Francesca Rodighiero, illuminata e tenace, generosa soprattutto, nel voler dare concretezza e durata al suo ideale di una comunità dialogante sui temi del nostro vivere, inglobanti ogni ambito del fare e del pensare: la scienza, la storia, l’eticità, le pratiche incombenze, le strutture sociali, l’arte. Di questo vasto impegno, perseguito attraverso una grande quantità di conferenze, incontri e dibattiti, il concorso letterario è il coronamento. Anzi, di più: è il cardine di una strategia volta a potenziare la comunicazione attraverso l’uso affettivo e creativo della parola, resa plastica e coinvolgente dalle risorse della libera invenzione.

Nella presente edizione, la giuria è risultata composta da Renata Capria D’Aronco, Alberto Frappa, Viviana Mattiussi, Gianfranco Scialino. L’impegnativo e oneroso lavoro di segretario è stato svolto con precisione e solerzia da Bruno Domenico Ciancarella, al quale giurati e partecipanti nel corso della cerimonia hanno rivolto apprezzamento e riconoscenza.

Come già anticipato, il premio per la poesia in italiano è stato assegnato a Laura Grusovin con L’approdo, lirica nella cui brevità si espande la vastità di un viaggio interiore che, travalicate le ansie del presente e la durezza del reale, giunge a una meta dove ogni tensione si quieta e la mente si dispone a capire e ad assecondare la sparizione dei contrasti conciliati in una sconfinata pace: “… io contemplo nel luogo degli opposti / comporsi e scomporsi liquidi equilibri / ed io così comprendo perché sia tutta pace l’approdo del viandante”.

Il secondo riconoscimento è andato a Bruno Lazzerotti con Quasi all’improvviso, una struggente e severa, delicata e malinconica registrazione del divario mai colmabile tra l’indeterminatezza del desiderio puro e la dura legge del tempo che ci circoscrive e consuma: “… la remota latitudine / delle chimere / nascoste al crocevia / tra il fuori e il dentro del cuore”. Terzo classificato è Lorenzo Marcolini con Volto di luna: una originale concatenazione di immagini dai contorni netti e luminescenti prelude a un epilogo di ricordi e rimpianti smorzati tra surrealismo e nostalgia: “Non so dove ora albeggi / e se anche su te / quel fondo di calice / spilla ricordi”.

Il premio per il testo poetico in friulano è stato assegnato a Edi Cudicio con Rolls Royce, affettuoso e ammiccante complimento, anzi rinnovata dichiarazione d’amore o ammissione di perdurante incantamento, che ha il suo sotteso modello in una assai nota affermazione popolare: “Oreprisint dopo tancj ains / tu sês doventade / un otomobil storic: / cualchi ciulament / e la vernîs un ninìn / scussade. / Ma tu restis sinpri / une Rolls Royce / biele di murî”.

Nella prosa la scelta è caduta su Quale verità di Adriano Nascimbeni. Nel racconto, tra scherzo e umorismo a sfondo moderatamente erotico, sotto la superficie del divertimento generato dagli sviluppi di una situazione comica, si toccano i ben impegnativi temi della interpretazione delle azioni e delle intenzioni umane, del gioco delle parti nel processo con lo scontro tra due verità contrapposte ugualmente plausibili, e quello infine della responsabilità e solitudine del giudice. La conclusione, lieve e sorridente, lasciando non detta la sentenza, sollecita implicitamente il lettore a dichiararsi in cuor suo per l’uno o per l’altro dei contendenti prima che il giudice parli: “Il Presidente si schiarisce la voce e legge il dispositivo della sentenza che decide del futuro di Luigi”, ma quel dispositivo ci resta totalmente ignoto.

Nella categoria ragazzi la giuria, pur segnalando Il pittore invisibile di Ambra Gaudino; L’autunno è … di Maria Zoe Dalla Costa; Dea mamma di Ismaele Carint; Come il sole a primavera di Arianna Elisa Oian, ritiene che tutti i partecipanti siano degni di lode e si trovino su di un piano di parità in ordine alle risorse linguistiche manifestate e alle intenzioni fantastiche e metaforiche degli elaborati.

Il testo in lingua straniera scelto dalla giuria è Slowly, slowly, roars the wind di Simonetta Redolfi, che allude alla costruzione della personalità attraverso prove superate e con la tesaurizzazione delle esperienze, giovandosi di un ben calibrato utilizzo delle proprietà ritmiche e delle sonorità marcate dell’inglese: “You remain / in spite of everything”.

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