Conferenza sugli archetipi religiosi afro-brasiliani

8 febbraio 2018

TRIESTE. Un’introduzione allo studio degli archetipi religiosi afro brasiliani resi noti tramite l’opera letteraria dello scrittore Jorge Amado. E’ l’oggetto della conferenza ad ingresso libero “Orixas” prevista il 10 febbraio alle 17 al Centro Discipline Olistiche di via Filzi 6 a Trieste, a cura del musicista brasiliano Alberto “Faluwi” Chicayban.

Lo sfruttamento della mano d’opera di schiavi nel Brasile coloniale ha determinato una tragica diaspora in Africa per tre secoli e mezzo. Dal 1530 al 1860, più di 4 milioni di esseri umani, appartenenti a diverse culture, sono stati portati in cattività in Brasile, principalmente per sostenere il lavoro nei grandi progetti agricoli e nelle miniere dell’impero portoghese, svuotando intere regioni di Costa d’Avorio, Mali, Congo, Angola, Mozambico, Nigeria e Benin (ex Dahome). Donne, uomini e bambini sono stati catturati da mercanti di schiavi e imbarcati dalle fortezze del Portogallo situate sulle coste dell’Africa. In genere, solo la metà del carico umano delle navi negriere riusciva a sopravvivere alla traversata oceanica a causa della disidratazione, della mancanza d’igiene, della scarsità e della pessima qualità del cibo. Le etnie africane schiavizzate arrivavano in Brasile a ondate formate da popoli diversi.

Ogni cultura portava con sé il bagaglio delle proprie tradizioni: lingua, abitudini, usanze culinarie, musica, artigianato, conoscenze di agricoltura e pastorizia, oltre naturalmente alla religione. Tutta questa ricchezza di tradizioni di quell’umanità martoriata rovesciata in Brasile, per necessità di sopravvivenza degli schiavi e con il passare del tempo, è stata soggetta a fenomeni di sincretismo, creando una serie di fenomeni culturali a tutti gli effetti brasiliani e non più africani. Infatti, con il tempo, le radici culturali di tutti quei gruppi umani si sono trasformate in elementi di una nuova e vigorosa cultura afrobrasiliana sincretica, capace di perfezionarsi, di rendersi unica e di evolvere.

All’interno di quei “fatti” culturali religiosi sincretici tipicamente brasiliani annoveriamo il cosiddetto Candomblé Ketu (fratello della Santeria cubana, con la quale ha diversi punti di contatto), esistente dalla fine del secolo XVIII, e la più recente Umbanda, quest’ultima capace di aggregare al sincretismo anche elementi delle tradizioni mistico-esoteriche europee ed orientali. Al centro dei rituali del Candomblé Ketu e della Umbanda ci sono gli Orixá, potenti emanazioni di un unico Creatore, Olorum, generati per mantenere e badare all’armonia del Creato. Gli Orixá si manifestano durante i riti attraverso la trance mistica, stimolata dalla poliritmia di tre tamburi cerimoniali. Le danze sacre ed i canti raccontano i Miti fondanti e la loro importanza nella vita spirituale e materiale della comunità, oltre a favorire fenomeni di guarigione. Gli Orixà sono anche associati a uno straordinario sistema di autoconoscenza.

Alberto Faluwi Chicayban, nato a Niterói (Rio de Janeiro, Brasile), è chitarrista, arrangiatore, compositore e direttore musicale. Nelle tradizioni mistiche afro brasiliane è stato iniziato al Culto a Ifà dal Bàbálọlá Șàngótọlá Fernandez Portugal Filho, al tempio Ègbé Awo Omò Àgànjú, Cidade Nova, Rio de Janeiro. Info: 339 5077195.

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