Conferenza in Sala Carigo sul corridoio ecologico europeo

17 maggio 2018

GORIZIA. Anche quest’anno la Fondazione Carigo sostiene èStoria, e la sala conferenze della Fondazione sarà una delle sedi del festival ospitando vari appuntamenti. Venerdì 18 maggio dalle 9.30 la tavola rotonda “Confini politici e corridoi ecologici: il ruolo della cortina di ferro” a cura di Associazione Rete Italiana European Green Belt Association. Al termine l’inaugurazione nella sala espositiva della Fondazione Carigo della mostra “La European Green Belt in Italia e in Friuli Venezia Giulia”. Una dozzina di roll-up introducono al tema dell’allora Cortina di Ferro e della sua trasformazione in corridoio ecologico: la European Green Belt – EGB. I pannelli illustrano la ricchezza ambientale e la biodiversità del corridoio ecologico, la sua scomposizione in aree biogeografiche (fennoscandinava, baltica, centro-europea, balcanica) e il suo valore come infrastruttura verde europea, il percorso dai primi movimenti associativa alla costituzione dell’associazione internazionale European Green Belt Association, di cui l’Associazione Rete Italiana EGB e la Regione FVG sono socie. La mostra sarà visitabile nelle giornate di èStoria.

Nella stessa sala espositiva, sarà possibile visitare anche lo spazio dedicato a Giuseppe Assirelli, noto fotografo goriziano scomparso alla fine degli anni Novanta del Novecento, che presenta alcuni suoi scatti che documentano il territorio come era negli anni ’80 e gli arredi originali del suo studio. Inoltre, per tutto il week end, sarà aperta anche la mostra “Jewellery Metamorfosi”, che coinvolge quarantanove artisti provenienti da undici Stati, per un totale di cinquantanove opere.

Sabato 19 maggio alle 19, atteso lo spettacolo di teatro di figura con pupazzi manipolati a vista “Falù”, del Teatro della Sete. Falù è una storia originale che parla di migrazioni contemporanee, della perdita di vite umane, della perdita di riferimenti quali la società, la famiglia, la cultura, raccontata attraverso gli occhi di un bambino di 8 anni di età che deve confrontarsi con l’ignoto, affrontare il destino e prendere delle decisioni. L’autore ha deciso di dargli un lieto fine perché Falù merita di avere una famiglia.

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