Come le stagioni, non ci sono più gli “intellettuali eretici”

8 Novembre 2019

Colussi, Clarotto e Izzo

CASARSA. “In Pasolini e Sciascia si è incarnata per l’ultima volta nel nostro paese la figura dell’intellettuale eretico, coscienza del paese, voce dissidente solitaria e non allineata” sostiene Filippo La Porta, critico e saggista, curatore del convegno “Pasolini e Sciascia ultimi eretici”, promosso dal Centro studi Pasolini, aperto oggi e domani (sabato 9 novembre) riparte dalle 9 a Casarsa, a palazzo Burovich, sede municipale. Pasolini e Sciascia ultimi intellettuali eretici ma ciò non significa che il pensiero critico eretico è sparito dalla nostra società, secondo La Porta. “Non è più associato a grandi personalità intellettuali, non è più loro privilegio, ma quell’eredità è dispersa nella società civile e ognuno di noi dovrebbe ricomporre, attingendo a media, social, discussioni pubbliche quotidiane, il caleidoscopio di voci critiche, momenti di resistenza al potere, di condivisione, di persone che che ragionano in modo autonomo, diffidano del potere e possibilmente “fanno tutto anche con un po’ di gioia”, come diceva Sciascia, citando Montaigne”.

La due giorni friulana ha aperto oggi pomeriggio le iniziative italiane per i 30 anni dalla morte Sciascia e il “Novembre Sciasciano”, promosso dagli “Amici di Leonardo Sciascia” nel trentennale della morte dello scrittore ed intellettuale di Racalmuto, che col poeta friulano condivise impegno civile e al tempo stesso “disorganicità”, avversione al potere e alle sue retoriche, laicità ma con un profondo senso del sacro.

In apertura di convegno hanno salutato l’affollata sala di palazzo Burovich la sindaca di Casarsa Lavinia Clarotto e il presidente del Centro studi Piero Colussi, co-curatore scientifico delle due giornate con La Porta e Francesco Izzo, presidente dell’associazione Amici di Sciascia. Quest’ultimo ha sottolineato l’intenzione di “celebrare senza retorica l’amicizia intellettuale, la passione che hanno avuto Sciascia e Pasolini, due persone che hanno dato e ancora danno l’esempio”.

Nella prima giornata di convegno sono intervenuti i docenti e studiosi Ricciarda Ricorda, parlando di “Sciascia lettore di Pasolini e Pasolini lettore si Sciascia”; Giuseppe Traina, su Sciascia e Pasolini polemisti; Davide Luglio, toccando i temi “ragione e potere” nei due intellettuali e Andrea Cortellessa, soffermandosi su “retoriche della ricerca della verità. In serata, presente anche Gianola Nonino, che è stata fra le fondatrici dell’associazione Amici di Sciascia e che ha ricordato la sua amicizia con l’intellettuale siciliano, è stata inaugurata la mostra “Edo Janich e Leonardo Sciascia: segni di un’amicizia”, allestita nel Centro Studi Pasolini, preziosa selezione di rare cartelle di grafica, libri d’artista e incisioni dell’artista friulano Edo Janich, a ricordo del lungo sodalizio con Leonardo Sciascia, dagli anni Settanta fino alla morte dello scrittore. Andò, che domani sarà fra i relatori, ha presentato anche la venticinquesima cartella della collana “Omaggio a Sciascia” To the happy few, curata da Francesco Izzo.

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