Casa Cavazzini presenta i cataloghi di Paradoxa

2 Luglio 2017

UDINE. Torna a Casa Cavazzini il 4 luglio alle 18 il curatore di Paradoxa Denis Viva, in occasione della presentazione dei cataloghi 2016 e 2017 della mostra d’arte estremo-orientale, che saranno tenuti a battesimo dall’assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone e dalla direttrice del museo Vania Gransinigh. Sarà una nuova occasione d’incontro con l’esperto di arte del Far East, che ha portato a Udine alcuni dei nomi più interessanti sulla scena internazionale. A partire dall’edizione 2016, dedicata al Giappone, a cui hanno preso parte anche Takahiro Iwasaki, attuale rappresentante del suo Paese alla Biennale di Venezia, e Taro Izumi, presente al Palais de Tokyo di Parigi con una mostra personale.

Denis Viva

La presentazione dei cataloghi delle mostre monografiche su Giappone (2016) e Cina (visitabile fino al 27 agosto) avverrà fra le opere attualmente in esposizione a Casa Cavazzini, nel particolare allestimento semioscuro realizzato in collaborazione con l’artista pordenonese della luce Ludovico Bomben. Paradoxa è un progetto triennale, partito nel 2016, per investigare le forme attuali dell’arte contemporanea estremo-orientale, prodotto dal Comune di Udine – Civici Musei con l’ERPaC, Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, organizzatore della mostra, patrocinato dall’Università di Udine e curato da Denis Viva.

Ogni edizione della mostra prende avvio non a caso durante il Far East Film Festival: “Udine negli anni – commenta l’assessore Pirone -, grazie a questa manifestazione si è trasformata nel centro nevralgico in Europa per gli appassionati di cinema dell’Estremo Oriente: con la rassegna di arte contemporanea Paradoxa lo sguardo della città ha un’ulteriore prospettiva di riferimento che l’aiuterà a crescere ancora”.

Opera di Takahiro Iwasaki

Basata sul tema del paradosso, del pensiero contro-intuitivo e della contraddizione, ciascuna edizione di Paradoxa esplora un contesto espositivo nazionale e un singolo tema: dopo la manipolazione degli oggetti e del quotidiano, che era stato il focus della prima mostra sul Giappone con gli artisti Manya Kato, Takahiro Iwasaki, Taro Izumi e Yuuki Matsumura, l’edizione sulla Cina ha scelto di sondare il tema dell’oscurità nell’arte e nella cultura cinese. Da sempre radicato come parte essenziale e irrinunciabile della realtà, questa tematica costituisce infatti uno dei temi classici, orientalisti, associati ai fondamenti bipolari della cultura filosofica e religiosa di questo Paese. La video art di Cheng Ran, la pittura di Xie Nanxing e la fotografia di Chen Wei sono le protagoniste della mostra in corso.

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