Carlo Ferletic, Il mio Carso

7 Marzo 2017

MONFALCONE. Si intitola IL MIO CARSO – Immagini fotografiche di Carlo Ferletic la mostra che sarà inaugurata il 10 marzo e si chiuderà il 23 dello stesso mese al Palazzetto Veneto di via S. Ambrogio, 12 a Monfalcone.

Le immagini delicate di Carlo Ferletic, che per tutta la vita ha percorso le giogaie del Carso fermando con la macchina fotografica suggestivi momenti in tutte le diverse condizioni di luce, testimoniano la passione di questo artista per il suo paese. A queste fanno da contrasto le immagini storiche fornite dal monfalconese Angelo Bencina e dal tarcentino Domenico Pittino, che evidenziano la situazione degli stessi luoghi durante la guerra del 1915-1918.

Il Carso è una striscia di terra racchiusa a nord dalla Valle del Vipacco, a ovest dal letto del fiume Isonzo, a sud dal Mare Adriatico e a est dalla piana di Postumia e dal monte Nevoso, che si dilunga fino alle alture di Capodistria e Portorose. Un territorio di struggente bellezza dove sono stati trovati i resti di uno dei primi “homo sapiens” in Europa, databile tra i 500.000 e i 350.000 anni fa e dove, per le spinte dei continenti, furono evidenziati i fossili di “Antonio” racchiuso nelle esposte falesie del costone di Duino, vicino alle foci del misterioso Timavo.

Questo territorio, che unisce il mondo balcanico a quello padano, vide lo scontro nella Valle del Vipacco nel 394, tra l’Imperatore Teodosio ed Eugenio; l’ingresso di Attila, a capo degli Unni, che distrusse Aquileia; l’arrivo dei Longobardi che dalla Pannonia attraverso la valle del Vipacco entrarono nell’Impero Romano d’Occidente; la dominazione dei Franchi e degli Imperatori del Sacro Romano Impero che, tramite le elezioni dei Patriarchi, governarono il territorio friulano, giuliano e sloveno in maggior parte.

Questo stesso territorio che conobbe la lunga dipendenza dall’Impero austro-ungarico interrotta solo dalla breve parentesi napoleonica, vide, il 24 maggio 1915, l’avanzata dell’esercito italiano dalla pianura friulana fermata però dalle linee difensive approntate dagli austro-ungarici. L’imprevista resistenza dei combattenti nemici, che in queste zone usarono tecniche di guerra ed armi sino allora sconosciute al nostro esercito, causò gravissimi danni ai luoghi e alle popolazioni. Quasi tutti gli abitanti dovettero abbandonare le loro case e le loro proprietà. Doberdò, Monfalcone e Gorizia furono i centri che maggiormente subirono gli effetti nefasti del 1° conflitto mondiale.

La mostra è promossa e realizzata da ANMIG FVG a cura del Presidente regionale Giovanni Picco e di Ermando Ferletic. Orario: mattino: 10:00 – 12:00 dal lunedì al sabato; pomeriggio: 16:00 – 17:00 lunedì e mercoledì. Ingresso libero.

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