Bor Zuljan al liuto dà spazio all’improvvisazione

8 Novembre 2019

Bor Zuljan (Foto Gregoire Fillion)

TRIESTE. Anche quest’anno Wunderkammer proporrà sabato 9 novembre alle 20.30 nella Sala delle Colonne alla Torre del Lloyd un concerto con lo strumento prediletto del Rinascimento, il liuto, le cui corde staranno pizzicate dalle abili mani dello sloveno Bor Zuljan. Suonato da tutti i sovrani europei, dai papi, maestri al seguito (Francesco Petrarca se lo portò sottoterra), dipinto dai massimi artisti tra cui Caravaggio, citato da Hobbes (Leviatano) a Shakespeare, diffuso quanto il pianoforte nell’Ottocento o oggi le chitarre acustica o elettrica, il liuto si è diffuso così, lentamente, uno strumento di introspezione e di contemplazione che affascina per aspetto e suono. Nel suo guscio raccoglie la natura intima delle cose e le fa lievitare mostrando ciò che altrimenti rimarrebbe ignoto. È nato per gli spazi ristretti, giardini entro i quali l’universo concentra i suoi elementi. Negli ultimi anni del Quattrocento, il liuto divenne lo strumento prediletto nelle corti europee.

La fine del Quattrocento era popolato di immense figure quali quella di Leonardo e in questo periodo si assiste a un fiorire di sperimentazioni che influenzeranno anche la musica e gli strumenti stessi. Suoni nuovi, musiche nuove, si accompagnano a una sapiente arte di improvvisazione in qualsiasi genere musicale, dal più dotto al più popolare. Nel secolo di Leonardo da Vinci, si assiste a un fiorire di sperimentazioni di forme musicali ma anche di liuteria, come quelle che per la prima volta sono presentate nel programma di Wunderkammer, che sarà quasi interamente improvvisato. Le musiche proposte sono di Dalza, Tromboncino, Capirola, Marco Dall’Aquila, Ockeghem, Leonardo da Vinci, Pesenti, Giovanni Maria da Crema.

Bor Zuljan, attivo in diversi generi musicali, alla ricerca di una sintesi tra musica antica e contemporanea, tradizionale, jazz e improvvisazione, e tra suono, parola, musica, ricerca che articola in diversi programmi interdisciplinari. Diplomato in jazz al Conservatorio di Lubiana, si è perfezionato con A. Desiderio a Coblenza e poi alla Haute Ecole de Musique de Geneve, dove collabora ora come assistente. Ha tenuto conferenze in varie istituzioni tra cui la Schola Cantorum Basiliensis, Fondazione Giorgio Cini, Escuela Superior de Musica de Mexico, Ljubljana Academy of Music. I suoi strumenti sono la chitarra, vari tipi di liuto, vihuela, oud, tar e altri strumenti a pizzico antichi e tradizionali. Dal 2011 è direttore artistico del festival di musica antica Flores Musicae in Slovenia; la sua edizione critica del Secondo libro di liuto di Giacomo Gorzanis è stata pubblicata dalla Slovenian Musicological Society.

Ingresso libero con prenotazione: hausmusik@wunderkammer.trieste.it

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